Archivi del mese: gennaio 2016

Il lato concreto dell’ideale

Dualismo onda-particella della luce.

Tutta la materia è duale e cio significa che è sia onda sia particella.

Concretamente si può percepire solo come onda o solo come particella ma si può intuire e, si è osservato, che entrambe le condizioni accadono. (Esperimento della doppia feritoia e principio di complementarietà di Bohr.)

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Per partecipare al concreto è bene scegliere e sacrificare un po di intuito, avvicinandosi cosi alla proprietà duale della materia. Il concreto ha bisogno di sacrificare un po di dualità per riconoscere i due opposti. E cosi i due lati della percezione: intuizione e sensazione.

L’intuito per calarsi alchemicamente a terra (cosi’ in alto cosi’ in basso) deve sacrificare un po dalla sua non dualità, e la sensazione per elevarsi un po, ha bisogno di sacrificare un po della sua dualità.

C’è molta piu sensazione attualmente che intuizione, ma entrambe sono realtà.

Una più vicina al microscopico indagato dalla fisica quantistica (intuito) una piu vicina al macroscopico che segue le leggi della fisica classica. (Mi riferisco al paradosso del gatto di Schrödinger – sperando che non si usino piu gatti per queste cose-).

Ma credo che la natura umana risente di entrambe le leggi e questo sia applicabile alla medicina, oltre che alla psicologia (C.G.Jung).

E questo spiegherebbe perche vicino alla scienza concreta continuino ad esistere pratiche oracolari ancora oggi ridicolizzate, ma tuttavia consultate frequentemente in segreto.

La natura umana necessita di micro e di macro, di psiche e di materia, di astratto e di concreto anche se i due opposti non si possono esprimere nello stesso istante, ma si nella stessa casa.

 

Zaira Cestari

L’ombra dell’amore

Non credo che l’amore puro sia come l’amore sofferente
L’amore puro è quello del bambino.
L’amore sofferente, ama quando vede che c’è qualcosa di opposto all’amore,
che è allo stesso tempo vitale. 
L’amore sofferente ferma per un istante la vita e ama, ma soffre
Quando vede che ci sono tutte quelle cose opposte all’amore,
le vede,
vede come impediscono l’amore e ama appunto per questo.
Sceglie l’amore
e muore.
E risorge
con l’amore nel cuore.
Anche quando non ama.
Rose dell'Irlanda. Agosto 2015

Rose dell’Irlanda. Agosto 2015

Diventare sè: un immagine. In musica.

C’è un terreno.
tante freccie aspettano di poter volare sulla loro propria parabola,
godendo della propria corrente
e sorridere alla vista del proprio bersaglio.

Il terreno è lo stesso,
il cielo è lo stesso
l’aria è la stessa
le freccie sono tutte freccie e i bersagli sono tutti bersagli

Ma l’incontro tra il sorriso e la vista è unico ed irripetibile.

Si nasce e si muore
ma ogni bambino è diverso
anche da vecchio.

E l’anima questo vuole.
In ogni viaggio.

Camposanto, Pisa. Foto di Antonino Tamigi.

Camposanto, Pisa. Foto di Antonino Tamigi.

Zaira Cestari

Ascolta: Jeff Buckley, Just Like a Woman

Il mondo fuori di me è specchio del mondo dentro di me.

Fedele al cosmo che nel mio interno sento rappresentato, scorgo che ogni accadimento esterno, è un ponte per i cerchi concentrici di questo stesso cosmo, che mi avvicinano, anche dolorosamente, al centro.

Zaira Cestari

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“Nulla favorisce la presa di coscienza tanto questo intimo confronto dei principi opposti. Non solo l’accusa presenta fatti del tutto insospettati, ma anche la difesa è costretta a scoprire argomenti fino a quel momento sconosciuti. Con questo, una parte considerevole del mondo esterno raggiunge l’interno, ma il mondo esterno ne risulta depauperato e alleggerito; d’altra parte il mondo interiore ha guadagnato altrettanto d’importanza, per essere stato innalzato al rango di tribunale per decisioni morali. Comunque l’io che prima era univoco, perde la prerogativa di semplice accusatore e acquista in cambio lo svantaggio di essere anche l’accusato. L’io diviene ambivalente e ambiguo, e si trova tra l’incudine e il martello: diviene consapevole di una bipolarità sopraordinata a lui stesso. (…). Non pochi .. si trovano cacciati fuori su una via individuale: impareranno prestissimo a conoscere gli aspetti positivi e negativi della natura umana.”

C.G.Jung, Ricordi, Sogni e Riflessioni, Milano: Edizioni Bur, 2013, p. 217

 

“L’individuazione ha bisogno, e si serve, del mondo intero per le sue varie operazioni di separazione e unione. Perchè l’individuazione…avvenga nella vita di una persona e per tutta la vita, si deve creare un tipo unico di atteggiamento psichico che abbraccia il paradosso che l’esteriore è l’interiore -talvolta anche viceversa, l’interiore è esteriore – e che la psiche e il mondo materiale sono in un certo senso due faccie di un unica medaglia. Questa consapevolezza cosciente, dell’intrecciarsi di psiche e mondo, abbraccia l’esperienza vissuta come totalmente simbolica, e si basa sul riconoscimento di un mondo specificatamente psichico nel quale c’è spazio per “giocare” e “realizzare” le operazioni dell’individuazione” 

Murray Stein, Il principio di individuazione, verso lo sviluppo della coscienza umana, Bergamo: Moretti e Vitali, pp. 101, 102

Le porte nella psiche

La psiche è ricca di immagini. Ci sono immagini di animali, così come dimostrano spesso i nostri sogni. E spesso per ritrovare quell’energia e integrarla consapevolmente ed armoniosamente nella nostra vita, ricorriamo all’incontro concreto con l’animale. Così con le pietre e le piante e la musica.

Esistono molte forme di terapie alternative, quali la pet terapy, la musicoterapia, la cristallo terapia, la cromoterapia.

La medicina classica ha depurato l’incontro con la natura, con i principi delle piante. Ma da lì, principalmente, proviene.

Più l’elemento è lontano dall’umano più sembra essere potente.

Dalla chimica delle piante si è creata sia la medicina, sia il fenomeno dei “viaggi” ( concetto legato alla “droga”, alla dipendenza, o alla ricerca spirituale).

Ma, come accarezzando un animale, cosi, approcciandoci a certi elementi, si scatenano in noi energie già presenti.

Il video che qui propongo è utile per riflettere su quali tipo di esperienza attivano certi principi naturali che spesso, o affascinano, portando alla ricerca coatta di essi, o al contrario, al controllo di essi.

In particolare questo video mostra la ricerca e l’uso del principio contenuto in certi funghi allucinogeni per trasformare l’esperienza di ansia e di paura della morte in una consapevolezza maggiore della connessione di tutte le cose, e della presenza di una facoltà in noi presente, che è la visione a-razionale, che non separa, ma amplia.

L’intento di questa mia riflessione non è per incitare l’uso dei funghetti allucinogeni, nè per sconsigliarne l’uso. Ma è quello di portare l’attenzione al fatto che spesso cerchiamo fuori quel che abbiamo dentro. Questo va bene, se fatto con la consapevolezza che quel che cerchiamo fuori è solo un mezzo per aprire delle porte già presenti in noi  e che fatichiamo ad aprire. Pena: la dipendenza e l’estraniamento, o la condanna di quelle esperienze e il nutrimento di meccanismi di controllo, di denigrazione ed etichettamento.

 

Clicca qui per il video:

http://anewunderstanding.org/

 

Zaira Cestari

Immaginazione Attiva

L’immaginazione attiva può essere intesa in vario modo. Bisogna ricordarsi della tipologia, ovvero l’intuizione fondamentale di Jung, a mio parere più fondativa degli archetipi e la più connessa all’idea del Sè e la più utile per l’analisi ai fini individuativi. Detto questo non tutti sono tipologicamente in grado di immaginare in senso letterale. L’immaginazione ha forse ha a che fare con un cogliere l’anima della vita. Ogni cosa che accade è inscritta in un filo di senso. Iniziare a praticare l’immaginazione attiva significa inizialmente abbandonare un punto di vista causalistico a proposito della propria vita. Abbandonare il giudizio e il pensiero, quindi uscire dalle categorie di giusto e sbagliato e di vero e falso. Inizia così a schiudersi un senso di connessione di tutte le cose, e contemporaneamente esse appaiono più definite, più differenziate. Tutto diventa una fiaba e gli elementi interagiscono tra loro mentre la coscienza osserva come se leggesse una fiaba. Questo nella vita di tutti i giorni.Quando la coscienza perde questo atteggiamento, per i piu svariati motivi, è allora opportuno che ritrovi questo filo, ed uno dei metodi è meditare su un sogno o su un’emozione. Credo che sia passata come tecnica, ma non lo sia. La tecnica è infatti qualcosa di sistematizzato, ripetibile e chiuso. L’immaginazione attiva secondo la mia esperienza e intuizione delle letture fatte, non è una tecnica, e non è nemmeno una via univoca. Per me è la coscienza simbolica e la vita in cui dimensione concreta e dimensione dell’immagine convivono.”

 

Dipinto di Anne Bachelier

Dipinto di Anne Bachelier

Crisi, rito e malattia

L’emersione della malattia, qualunque forma energetica assuma (conflitto, ansia,insonnia, blocco, febbre, massa, infiammazione, ….), può essere intesa come un rito di passaggio. Impone infatti alla coscienza una necessità di ridefinire i confini tra sè e la collettività, e di entrare in una nuova fase che implica passaggi e lasciti.

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Quando si inizia ad amare anche la morte e la malattia, sopraggiunge l’amore per se e quindi la forza e il coraggio per manifestare l’energia creativa.

Zaira Cestari

Delusione dell’Altro

Il sentimento di delusione verso un altro/a,implica la necessità, se no pena la stagnazione psichica, di comprensione dell’altro e di sè. Spesso la comprensione successiva alla delusione porta cmq lontano dall’altro. Oppure porta ad un rapporto più fecondo di prima, ma sempre comprensione è. Comprendere di aver tradito sè stessi o di essere cambiati anche grazie all’altro, cioè aver tradito l’altro, porta la trasformazione alla coscienza e a compiersi per dare spazio ad altri processi nuovi.

 

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Zaira Cestari

Timor dei initium sapientiae

Timor dei initium sapientiae

Tutto ciò che è forte, è si vitale e va vissuto, ma non è il Sè.
Ogni esperienza tipica -l’amore, il successo, il lutto, etc- avviene per farci sperimentare una forma, un’energia, che può essere assimilata e digerita come un pasto, senza che noi diveniamo quel pasto.

Il timore di queste esperienze arche-tipiche ci inizia alla saggezza.

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Chi è Jung? E’ difficile leggerlo?

Un pò di luce su di uno Jung spettacolarizzato. Qui l’articolo di Risè è duro, ma di fronte a tanto sperperare un sano “No!” va detto.
Jung è da leggere e da intuire. I libri sono molti, ma spesso è molto più nutriente leggere una sua pagina impiegando mezz’ora, che leggere tutte le sue opere in poco tempo sbandierando di essere un conoscitore di Jung. Lui, così come altri intorno a lui, aprono un’epoca ancora non arrivata all’apice, in cui il linguaggio si apre al simbolo anche nella prosa. E le descrizioni recuperano il senso da cio che non è lineare e pulito, ma da laddovè è possibile intravedere la complessità. Non è un testo di Jung o il suo linguaggio a essere complesso, bensi è lui che abbraccia la complessità. Invito i partecipanti alle serate junghiane a leggere Jung e non su Jung, o peggio qualche filmetto romanzato.

L’articolo Di Claudio Risé Da Il Giornale 16 gennaio 2003

“Da evitare.Le ultime sciocchezze su Carl Gustav Jung”

E qui, per un valido riassunto di chi è e non è Jung, ecco la video intervista a Emanuele Casale, studioso della vita e delle opere di Carl Gustav Jung