Archivi del mese: maggio 2016

Antichi e nuovi sciamani

E’ online il nuovo e-book intitolato Antichi e Nuovi Sciamani, curato da Paolo Minerva, Luca Panseri e Massimo Soldati, costituito dagli interventi di molti professionisti della relazione d’aiuto, tra i quali anche la sottoscritta ha lasciato un piccolo contributo riguardante il rapporto tra disciplina, formazione e tipologia psicologica.
Siamo tutti sciamani o a tutti è utile uno sciamano? La differenza tra essenza e fascino.

Ecco la lista-indice di tutti gli autori:

Premessa 6
Introduzione 7
 Dibattito 9
Tullio Carere-Comes   9
 Luca Panseri 9
 Maurizio Romanò 9
Massimo Soldati 10
Pier Luigi Lattuada 11
Paolo Minerva 11
Benedetta Silj 12
Maurizio Romanò 12
Tullio Carere-Comes   12
Emiliano Disarò 13
 Pier Luigi Lattuada 14
Benedetta Silj 14
 Massimo Soldati 15
 Riccardo Zerbetto 15
Massimo Soldati 16
Tullio Carer-Comes 16
Laura Simeoni 17
 Luca Panseri 17
 Pier Luigi Lattuada 17
Riccardo Zerbetto 18
 Pier Luigi Lattuada 18
Sara Bergomi 18
Maurizio Romanò 18
 Tullio Carere-Comes 19
 Pier Luigi Lattuada 19
Riccardo Zerbetto 20
Massimo Soldati 20
Paolo Minerva 21
 Luca Panseri 21
Sara Bergomi 22
Pier Luigi Lattuada 23
Maurizio Romanò 24
Cecilia Edelstein 25
Tullio Carere-Comes   26
 Pier Luigi Lattuada 27
Riccardo Zerbetto 28
Marialfonsa Fontana Sartorio 28
 Cecilia Edelstein 29
Tullio Carere Comes 29
Paolo Minerva 30
Pier Luigi Lattuada 31
 Riccardo Zerbetto 32
Zaira Cestari 33
Tullio Carere-Comes 33
Anna Barracco 36
Mariangela Corrias 36
Sara Bergomi 37
Luca Panseri 37
 Zaira Cestari 40
Pier Luigi Lattuada 40
Tullio Carere-Comes 41
Pier Luigi Lattuada 41
Tullio Carere-Comes 41
 Paolo Minerva 42
 Tullio Carere-Comes 43
Emiliano Disarò 43
Pier Luigi Lattuada 43
Maurizio Secondi 44
 Tullio Carere-Comes 45
Paolo Minerva 46
Martine Bucci 46
Benedetta Silj 46
Maurizio Romanò 48
Riccardo Zerbetto 49
Tullio Carere-Comes 50
Conclusione 51

clicca qui:

Antichi e Nuovi Sciamani

 

Trasformazione e Ombra

Leggi il commento alla serata 

Chiuderemo le serate 2015/2016 affrontando il tema cardine della tipologia psicologica, ovvero il motivo dell’importanza del suo studio o della coscienza di essa: la trasformazione, ovvero la funzione trascendente.

Il titolo di questa serata è  infatti Trasformazione e Ombra, perchè è là dove non siamo ancora trasformati, là dove siamo appena venuti al mondo (il basso, l’ombra, lo scuro, l’humus) che ci possiamo trasformare.

 

ombra e trasformazione

 

 

Mercoledi 25 maggio ore 20.30-22.30

Presso studio Zaira Cestari, Borgo stretto 10, Pisa

E’ gradita puntualità

Ci sarà  un brindisi finale  a chiudere l’anno e  qualche dolcetto vegan

Serata ad offerta libera 

per info: 3398041610

cestarizaira@gmail.com

Continua info sulle serate junghiane al link: http://www.cestarizaira.info/serate-junghiane/

o su facebook: http://www.facebook.com/groups/seratejunghiane

Altra mano: sinistra

E’ uscito il nuovo numero della Rivista di Psicogia L’Anima Fa Arte: MANI

 

Editoriale n.11 – Maggio 2016

“Ti mangi le unghie? È una brutta abitudine. La gente dice sempre che gli occhi sono la finestra dell’anima… tutte cazzate! Le mani… sono quelle che distinguono un vero signore.” (dal film Paradiso perduto del 1998 regia di Alfonso Cuarón)

Le mani sono il vero specchio dell’anima? In questo primo numero monotematico della rivista parleremo di Mani per provare ad afferrarne segni e significati.

Tante sono le novità qui presenti con l’intento di dare un carattere unico ad ogni nuovo numero, ed una maggiore fruibilità a posteriori per i lettori, affinché l’archivio sia più facilmente consultabile. Novità, quindi, anche nei contenuti divisi in Articoli; inoltre è nuovissima sezione dedicata alla Micropsicoanalisi e ispirata all’analista svizzero Silvio Fanti. La sezione degli articoli conterrà i contributi più complessi, nel senso junghiano del termine, la sezione Micropsicoanalisi invece, avrà come protagonista i particolari del tema centrale, in questo caso, delle mani: piccoli frammenti di immagini che arricchiranno di significato ed importanza il tema Mani. Infine come di consuetudine la rivista sarà onorata dalla presenza di un ospite importante: abbiamo avuto l’onore di intervistare Giorgio Antonucci, che ci parlerà di psichiatria, antipsichiatria e di un ricordo “manuale” legato ad essa.

Valentina Marroni
L’Anima Fa Arte n.10

www.animafarte.it

Indice del Numero

Editoriale di Valentina Marroni
___________ di Michele Mezzanotte
S’io fossi mano: il simbolo della mano nei sogni di Luca Urbano Blasetti
Cinque esercizi di manutenzione di Federico Leoni
Altra mano: sinistra di Zaira Cestari
Le mani dei timidi di Aniela Corsini
Ri-mani accanto di Vincenzo Ampolo
Le mani di Rank di Michele Mezzanotte
Intervista a Giorgio Antonucci a cura di Michele Mezzanotte

Serate junghiane: dall’Ombra alle neuroscienze.

Questo post vuole essere uno stimolo a quel lavoro  di trasformazione della  coscienza e della conoscenza che era ed è l’intento delle Serate Junghiane. 

Quest’anno in due serate c’è stata una prima apertura ad ospiti che propongono un loro contributo a questo fare coscienza o fare anima, come direbbe Hillman.

Il primo ospite, il Dott. Paolo Minerva ci ha fatto un esempio di come la tipologia psicologica, argomento della terza edizione delle serate si combina nella vita degli esseri umani, da sempre e ovunque, in maniera tipica e tuttavia complessa.  (Gli archetipi Guida)

Il secondo, il Dott. Mario Mengheri ci presenterà il suo ultimo volume “Percorsi junghiani di vita e di cura. Riflessioni cliniche su narcisismo e anoressia.” Introduzione di Maria Cristina Barducci. Post fazione di Camilla Albini Bravo e Pier Claudio Devescovi. Milano: Franco Angeli, 2016, ove la storia concreta e clinica sia l’espressione complessa e variabile dello sviluppo di coscienze diverse immerse nelle emozioni del mondo.

Chiuderemo le serate 2015/2016 affrontando il tema cardine della tipologia psicologica, ovvero il motivo dell’importanza del suo studio o della coscienza di essa: la trasformazione, ovvero la funzione trascendente. Il titolo di questa serata sarà: Trasformazione e Ombra, perchè è là dove non siamo ancora trasformati, là dove siamo appena venuti al mondo (il basso, l’ombra, lo scuro, l’humus) che ci possiamo trasformare. Possiamo avere un idea del tema cliccando qui.

Urs Schmid (1995) raffigurante una tassellatura di Penrose

Urs Schmid (1995) raffigurante una tassellatura di Penrose

In questo post preannuncio anche il filo conduttore delle serate  primavera 2017 (Jung e le Neuroscienze) , la cui idea nasce dal riscontro della diversità di velocità di crescita da paese a paese delle neuroscienze, e dall’affermazione che la coscienza collettiva attualmente necessita sia di percezione a-razionale sia di razionalità per accettare nuovi paradigmi. E allora studieremo, insieme ad ospiti autorevoli provenienti dal mondo della ricerca,  come intuizioni millenarie, le osservazioni cliniche empiriche di Jung e collaboratori e  le neuroscienze ci donino una visione del mondo antica ma nuova da un punto di vista pratico e concreto.

Mentre nel trimestre settembre-dicembre 2016 riprenderemo ( la prima volta è stata durante il secondo ciclo delle serate junghiane, da ottobre 2014 a giugno 2015)  la Lettura collettiva del Libro Rosso (Liber Novus), in una forma non più meramente intellettuale, ma esperenziale. Clicca qui per saperne di più.

 

 

Zaira Cestari

 

Uomo e donna: la relazione psicologica come strumento per una nuova coscienza collettiva.

Propongo dei passi di Ester Harding, psicoanalista junghiana che ha dedicato la sua ricerca alla psicologia femminile e alla relazione.
L’uomo e la donna, parlando riferendomi  alla mia esperienza di donna e terapeuta italiana, sono sempre più posti di fronte alla libertà relazionale. L’hanno forse sempre cercata, come eco di ciò che è più desiderabile e più creativo. La relazione psicologica come musa poetica è simbolo di quel processo alchemico della coniuctio interiore, ove maschile  e femminile, i primi due opposti che si scindono nella storia ontogenetica dell’essere umano, costituiscono il nocciolo da cui si sviluppa la vita in tutte le sue declinazioni e sfumature.
Relazionarsi, e con ciò intendo essere uno di fronte all’altro, completi di luci ed ombre, liberi di girare su se stessi e danzare la propria complessità dinnanzi all’altro, si palesa attualmente come un compito irrinunciabile per un rinnovamento culturale che andrebbe a nutrire diversi livelli della realtà sociale, dall’ambiente, alla politica, all’insegnamento fino alla spiritualità.
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Dice la Harding:
“Esaminiamo un matrimonio in cui i coniugi cerchino sinceramente di svilupparsi individualmente senza tuttavia vedere nella relazione psicologica una meta di eguale importanza. (…)Presto o tardi ecco scorgere una situazione nella quale tutti e due si sentono confusi ed urtati. (..). Il turbamento svanisce e ciascuno attribuisce la colpa all’altro o al proprio cattivo carattere. Ma senza fare alcun sforzo per arrivare alle radici delle difficoltà, essi non potranno raggiungere una comprensione costruttiva della sua causa. Più tardi o stesso turbamento si ripresenterà ed anche questa volta verrà represso. In questo modo essi potranno imparare un vero autocontrollo e potranno assumere un aria di serenità in momenti di agitazione,e se continueranno ad amarsi, aumenterà la tolleranza per le debolezze e le peculiarità dell’altro, ma al termine di una lunga vita in comune saranno ancora fondamentalmente estranei l’uno all’altro nonchè a se stessi.Essi hanno guadagnato in sviluppo personale, ma la relazione psicologica non può maturare in simili condizioni. Molti ritengono che questo sia il modo con cui ogni individuo ben educato e di buoni sentimenti deve passare sopra le divergenze con le persone che ama, senza dar peso a quei piccoli difetti del carattere o della condotta che turberebbero altrimenti la felicità e la pace della vita familiare. (…)Non tutti rimangono soddisfatti di questo modo di condursi. Gente più sensibile si rende più acutamente conto della disarmonia. Forse hanno una minor capacità di eliminare dalla coscienza le cose spiacevoli, o perchè sentono di più gli elementi inaccettabili, o perchè il loro desiderio di verità non viene soddisfatto da questo modo di condursi piuttosto cieco. Ed è così che  a molti oggi non basta avere come scopo felicità  ed armonia personali. Essi hanno da cercare l’effettiva verità della cosa per basarvi le loro relazioni. (…). La verità costituisce per loro un valore che sta al di sopra di quel’armonia e di quella felicità personali basati spesse volte sull’illusione. Agli occhi della generazione pi vecchia questo procedimento tendente alla “comprensione” potrebbe rassomigliare molto ad un contendere e disputare; ed effettivamente, se si perde di vista lo scopo, cioè la coscienza, il procedimento può degenerare in futilità del genere. Inoltre in queste discussioni vi è il preciso pericolo di perdere contatto con la situazione sentimentale in un analisi intellettualistica: solo una profonda sincerità di intenti potrà evitare questi sbagli. (…)la verità può essere servita soltanto se ciascuno tiene fede al proponimento di scoprire i propri moventi nascosti cercando di comprendere quel pezzo di vita che gli sta davanti. Se la discussione ha il fine di porre in luce gli elementi inconsci dell’incidente, allora le difficoltà che inevitabilmente sorgono tra due persone servono a strappare il velo dell’inconscio dove molti dei loro moventi si mascherano anche  a loro stessi. E’ in questo modo che sorge una relazione psicologica unica nel suo genere. 
Ester Harding (1951). La strada della donna, Roma: Astrolabio, p. 283- 285 
Pensare alla relazione psicologica,anche in questa chiave, di sincerità e sentimento, fatico a non temere che il tutto assuma un aria di pesantezza, in cui le ombre diventino il focus principale per  cui l’occhio inizia a focalizzarsi sul buio perdendo leggerezza e abitudine alla luce. Mi viene in aiuto lo zen, che tutto alleggerisce poichè nello zen, la verità e la non verità vanno insieme. Questo paradosso indica che la meta è la strada e che è possibile stare nel’incertezza della mente poichè è la mente che cerca se stessa attraverso la relazione. E la relazione non è mente, è prima di tutto qualcosa di percettivo e a-razionale che porta ad un incontro che profuma talvolta di compiutezza, di fermezza.  E allora l’ironia nel cercare la verità può divenire un habitus di casa che supera in compagnia qualsiasi programma televisivo o radiofonico. Rimandare ciò che non va attraverso l’ironia non è una pratica della mente, bensì è ironia solo quella che sgorga da una consapevolezza che la vita è complessa è il fine della mente umana è rivelarsi, aprirsi all’inafferrabilità della vita.
“Si è creduto nell’esistenza di qualcosa che si realizza o raggiunge fuori dalla mente e di conseguenza la mente viene usata per cercarla, non avendo capito che la mente e l’oggetto della sua ricerca sono una cosa sola. La mente non può essere usata dalla mente a cercare qualcosa.” 
 
Dottrina  zen dello Huang-po