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Intervista itinerante a Remo Roth a cura di Zaira Cestari 

Vi segnalo la pubblicazione sulla rivista di psicologia l’ Anima fa Arte dell’intervista itinerante a Remo Roth a cura di Zaira Cestari.

Qui potete scaricare la rivista

 

 

Abstract

Vivendo con l’intento di stare in ascolto di ciò che le vita mi propone e che parla al germe creativo che è in me (come c’è in ognuno di noi), ho conosciuto il Dott. Remo Roth. La nostra conoscenza è avvenuta nel momento in cui l’idea e il percepire, attraverso la pratica clinica, che la tipologia psicologica “junghiana” fosse una delle intuizioni fondamentali di Jung e che andasse sviluppata, stava assumendo la forma di una base dalla quale poter avventurarmi. Il mio interesse per Remo e per i suoi sviluppi clinici, e la decisione di, in qualche modo creare curiosità intorno al suo lavoro, nasce dalla comune attenzione alla tipologia psicologica di sè stessi e dei pazienti e alla trasformazione che può attivarsi dalla conoscenza di come funzionano le nostre funzioni psichiche e quindi dalla conoscenza dei diversi sguardi, della diversità presente in noi e fuori di noi.
Il nostro incontro ha avuto come sfondo e come contenitore costante il caldo di questo forte luglio e l’acqua riposante del lago di Zurigo. L’intervista si è svolta principalmente in viaggio verso I luoghi di Jung con alla guida Eva, la compagna di Remo. La conversazione è avvenuta in modo informale, e anche Eva ha contribuito al dialogo che si è reso così, più ampio, sia per quanto riguarda l’approfondimento dei contenuti, sia per quanto riguarda l’opportunità di fare esperienza dei fenomeni, delle idee e dei racconti da diverse angolature, come lo studio e l’osservazione della tipologia stessa ci invita a fare.
In questa sede riporterò solo ciò che concerne il titolo di questo articolo, ovvero la relazione maestro-allievo e di come tale relazione si pone nel e per il processo d’individuazione, sebbene ci vorrebbero altri 3 o 4 articoli per toccare tutti i punti affrontati in questo viaggio. Tuttavia spero che, dall’intervista qui riportata, sia possibile scorgere spunti teorici e particolari intuizioni che ritengo meritino approfondimento e che possono essere ritrovati nei libri scritti da Remo Roth, (“I cercatori di Dio”, 1992, Di Renzo Edizioni e “Return of the World Soul”, part I (2011) and Part II (2012) Pari Publishing, e altri in corso d’opera.

Zaira Cestari

 

 

L’immaginazione attiva e Il problema della congiunzione degli opposti

Titolo: L’immaginazione attiva e Il problema della congiunzione degli opposti.

Zaira Cestari

Negli anni immediatamente precedenti le due guerre mondiali, alla coscienza dello psichiatra C.G. Jung, si impongono immagini che ritraggono questo continente invaso da un mare di sangue. Inizialmente egli crede di essere sull’orlo di una psicosi, ma quando la prima guerra scoppia, si rende conto del significato delle sue immagini ed inizia un viaggio interiore che poi chiamerà Immaginazione Attiva, la cui esperienza è illustrata e commentata nel Libro Rosso.
This paper parlerà della testimonianza che questo libro costituisce nell’ambito del problema delle polarità archetipiche. La pratica dell’immaginazione attiva, tutt’ora poco diffusa, costituisce una risorsa individuale e collettiva per far fronte alla crisi mondiale in un epoca in cui il vedere ipetrofico ed estrovertito ha condotto ad una profonda scissione degli opposti archetipici e il conflitto che ne deriva è proiettato nel mondo esterno in proporzioni notevolmente aumentate.
La visione interiore dell’immaginazione attiva è una via per riportare alla consapevolezza che ciò che non è risolto dentro di sé, confligge all’esterno, assunto che vale per la vita di un individuo e a maggior ragione per il riflesso sull’intera società.
L’immaginazione attiva si contraddistingue come percorso di trasformazione che si attua attraverso la visione della cosmologia interiore, senza la quale non è possibile avere coscienza degli opposti e dei conflitti che derivano dalla loro scissione.

Title: The Active Imagination and the problem of the conjunction of the opposites.

In the years immediately preceeding the two World Wars, from the consciousness of the psychiatrist C.G. Jung arose images portraying Europe flooded by a sea of blood. At first, he believed to be on the verge of psychosis, but then, when the war started, he began to realise what those images meant, and ventured himself into an exploration of the inner self, that he afterwards called “Active Imagination.” This whole experience is illustrated and commented in the Red Book.

This paper dwells on the testimony embodied by the book, regarding the issue of  the archetypal polarities. The practice of the Active Imagination, still not popular in mainstream culture, represents an individual and collective source apt to overcome the global crisis, in an Era, which we live in today, where the hypertrophic and extroverted vision has brought a profound division in the archetypal opposites. The outcoming conflict is projected to the outside world, in greater proportions.

The internal vision of the Active Imagination opens a path to reignite counsciousness, clarifying that whatever is unsolved in the inner self, conflicts externally. What we said has a value for the life of the individual, and, moreover, as a consequence to Society in its entirety. 

The Active Imagination is connotated as a way of  transformation wich is perpetrated through the vision of the inner cosmology: a process without which, to acquire consciousness of the opposites, and the conflicts deriving from their division, wouldn’t be possible.

Oracolo di Delfi, vista panoramica

Oracolo di Delfi, vista panoramica

Leggi l’articolo scaricandolo da Academia.edu.

Partecipazione come incaricata Isars ( International Society for Academic Research on Shamanism) presso il 12 congresso internazionale, tenutosi a Delphi, Grecia dal 9 al 13 ottobre 2015, dal titolo

Sacred Landscapes and Conflict Transformation:

History, Space, Place and Power in Shamanism

Zaira Cestari, Psicologa e Psicoterapeuta ad orientamento analitico junghiano e psicocorporeo

Avvicinarsi al proprio mondo interno tra le immagini dei sogni e i segnali del corpo

11 febbraio 2015, Sulmona (CH), all’interno del ciclo di seminari  “Incontri con la psiche”  organizzati dalla Dott.ssa  Francesca Bellini e dal Dott. Gianni D’arcangelo.

30 aprile 2015, Piazza Attias, 21C, Livorno

I sogni sono le parole guida dell’anima. Come potrei non amare i miei sogni e non rendere le loro immagini enigmatiche oggetto delle mie quotidiane riflessioni? Tu pensi che il sogno sia cosa sciocca e brutta. Ma che cosa è bello e cosa è brutto? Che cosa intelligente e che cosa è sciocco? Il tuo metro di misura è lo spirito di questo tempo. Lo spirito del profondo però gli è superiore sotto ogni riguardo. C.G. Jung, Libro Rosso, p. 233

Questa splendida citazione ci introduce al seminario del 30 aprile in cui inizieremo a considerare i sogni, argomento per molti ancora misterioso e il corpo, elemento invece troppo oggettivizzato, dalla prospettiva del profondo.
Appoggiandoci ad antiche immagini alchemiche, riprenderemo i tipici opposti del celebre conflitto tra spirito e materia, per vederli accostati in quel viaggio verso l’ascolto di sé.
In un epoca intrisa di deresponsabilizzazione e di sensi di colpa, di conflitti e lacerazioni, i sogni e il corpo sono sempre li, compagni fedeli per comunicare , al di la del bene e del male, cio che sta avvenendo dentro di noi e per guidarci nonostante una nostra inconsapevolezza, verso il superamento di ostacoli sul nostro cammino.

Zaira Cestari, Psicologa e Psicoterapeuta ad orientamento junghiano e bioenergetico.

Partecipazione libera e gratuita.

La Teoria della clinica junghiana: introduzione alla psicologia analitica

7 febbraio 2015. All’intero  del ciclo di seminari Alla Ricerca dell’Anima, Livorno, organizzati da Aipa.

A seguire la presentazione delle fondamenta della psicologia analitica, ci si addentrerà in quello che è il tema di verifica delle basi della suddetta psicologia: l’equazione personale dello stesso Jung che lo ha portato alla creazione di un enorme opera, di cui parte è ancora inedita e forse anche per questo, la comprensione di essa è ancora in divenire. La personalità del creatore è lo specchio d’acqua da cui è nata la psicologia complessa che approfondiremo in questi seminari. La sua opera, da cui sono scaturiti numerosi ampliamenti di altri studiosi, si origina dalla conoscenza che l’autore ha fatto di se stesso e che ha lasciato traccia in due delle sue opere più pregnanti (il Libro Rosso e Ricordi Sogni e Riflessioni) e dalle numerose lettere a persone significative incontrate nel corso della sua lunga vita. Vedremo quindi quanto la comprensione delle sue intuizioni e dei suoi studi è imprescindibile da una curiosità rispetto alla sua poliedrica personalità.

Video: La ricerca dell’Anima, conferenza stampa, Comune di Livorno

Zaira Cestari

Processo Corporeo, Bioenergetica e Respiro

Sabato 5 marzo, inaugurazione di un gruppo di lavoro sul corpo e le emozioni.

Presso lo studio Yoga Shadana a pisa, dalle 10.30 alle 16, con pausa pranzo “Porta party”.

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Lavoreremo sul processo corporeo, quello che avviene ad un livello sia piu visibile, sia piu sottile, quale fenomeno che è linguaggio universale. Invito alla diffusione oltre che alla partecipazione.

La rinascita del mondo e della società, sia fa attraverso i singoli.

Non cerchiamo troppo lontano da noi (in filosofie il cui modello di pensiero è diversissimo dal quale siamo abituati, a meno che abbiamo un inclinazione naturale e non intellettuale verso tali “Vie”) ma avviciniamoci a ciò che ci è oscuro, spaventoso e disturbante, attraverso noi stessi.

Le energie che si muovono entro il nostro organismo non sono qualcosa da concettualizzare con concetti a noi sconosciuti. Troppo spesso vedo gente parlare di chakra senza avere una minima consapevolezza corporea,ma potendo tenere conferenze di ore su che cosa siano i chakra. La saggezza non sta nella conoscenza dei concetti, che sono convenzioni intellettuali.
Le convenzioni sono vuote se non hanno il loro substrato naturale: la percezione.
Da sempre i saggi non sono sono coloro che gareggiano con il sapere, ma coloro che rendono nuovo il sapere attraverso la loro peculiare esperienza.

Vi aspetto il 5 marzo. Ciao

Laboratorio esperenziale:

CORPO ed EMOZIONI

Siete tutti invitati Sabato 5 Marzo, presso il centro Studio Yoga Sadhana di Pisa, per un laboratorio esperenziale dal tema “Corpo ed emozioni”.

“Noi siamo nel corpo e siamo il corpo.

Noi sogniamo e siamo i nostri sogni.

Corpo e sogni hanno il loro vocabolario. 
Da lontano è diverso e i segni sono indistinguibili, indecifrabili, incomprensibili.

Da vicino il loro messaggio è sottilmente ma solidamente percepibile.”

Zaira Cestari

 

Cascate del Reno, luglio 2015

Cascate del Reno, luglio 2015

Proponiamo una giornata in cui grazie a degli esercizi psicocorporei (di bioenergetica) specifici, sistematizzati da Alexander Lowen, medico e psicoterapueta, e un lavoro in cui il vissuto corporeo trova uno spazio, così come il sogno trova uno spazio durante il nostro sonno, il corpo smette di essere un involucro pesante e preoccupante, e diviene messaggero saggio e fidato, ove i pensieri, le emozioni, i sentimenti, le azioni e le intuizioni trovano una casa comune.

Il laboratorio si svolgerà dalle 10,30 alle 16,00
con una pausa pranzo PORTA PARTY (ognuno porta qualcosa per sè e per gli altri).

Conducono:

Dott.ssa Zaira Cestari, psicologa e psicoterapeuta. Si occupa di corpo, sogni e danza. Per maggiori info: www.cestarizaira.info

Dott. Valerio Casini, conduttore di classi Bioenergetiche, musicista e sociologo.La giornata ha il costo di 40 euro.Prenotazione necessaria (posti limitati)

Per info e prenotazioni:
3398041610 – Zaira
3389142829 – Valerio

Evento Livorno

Segnalo un interessante, nonchè importante (per il recupero della piena vitalità e per l’autenticità) evento promosso dal collega Valerio Casini.

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Prossimamente anche a Pisa.

 

 

 

Per un’evoluzione globale di sè

Un corso che promuove la consapevolezza globale (intelletuale, emotiva, e somatica) del legame tra corpo e mente.

Gli esercizi proposti hanno hanno per obiettivo l’esperienza sensoria della propria psiche fisica in modo da includerla in una consapevolezza gobale di sé.

Ad un ampliamento della consapevolezza, si affianca un cambiamento nella percezione del proprio corpo, delle proprie tensioni muscolari e delle proprie posture, che a loro volta mettono in rilevo la complessità dell’insieme psiche-soma e facilitano l’emergere delle ricchezze interiori.

La finalità di chi si avvicina al corso è quella di migliorare l’armonia psiche-soma, che si realizza in un miglioramento del respiro, della postura, della percezione di sé e del mondo.

7 incontri bimensili

ogni due mercoledi dalle 21.30 alle 23.00

Costo dell’intero corso è 150 euro

Conduce Zaira Cestari, psicoterapeuta ad indirizzo analitico junghiano, approccio psicosomatico e corporeo.

É consigliato abbigliamento comodo e calzini 

Invisibile Sovranità

invisibile sovranità

invisibile sovranità

Conference Presentation, DEFINIZIONI DEL REALE: LA REALTA’ DELL’INCONSCIO, L’APPARENTE INVISIBILE E IL RUOLO DELL’INTUIZIONE NELLA CONTEMPORANEITA’

C.G Jung, in una famosa e tarda intervista, pronunciò la semplice e celebre frase, pregna di tutta la sua opera, che l’uomo non puo vivere senza un senso.

Miti, religioni e arte manifestano nella loro produzione, la ricerca dell’essere umano, attraverso il simbolo, di un senso di ciò che non è visibile e quindi non comprensibile all’interno di una legge lineare di causa ed effetto. .

Osservando la coscienza collettiva, rimanendo quindi su un piano generale, appare un movimento di cambiamento che ricorda la crescita asimmetrica dell’embriogenesi delle piante: ad esempio i miti della Dea, nelle società matrilineari esistenti probabilmente già 30.000 anni fa sono state soppiantate 5000 anni fa, relativamente gradualmente, dal mito del Dio Solare, che ha sostenuto lo spirito patriarcale e bellico che ancora vige. Restando sul tema del cambiamento che porta a soppiantare il vecchio e restando anche nel tema della dominanza del principio maschile a scapito di quello femminile a partire da 5000 anni fa, ecco le parole di Michael Daniels

” Appartenendo a questa maggioranza, i destri ritengono che si tratti di uno schema naturale, normale, giusto o corretto. La difficoltà con cui usano la sinistra, associata all’evidente goffaggine dei mancini in molti compiti, ha portato inevitabilmente a credere alla superiorità della destra.
(…)
Esiste un pregiudizio culturale a favore della mano destra.
(…)
La distinzione primaria tra destra e sinistra sembra essere dunque non tra bene e male. E’ piuttosto una distinzione tra il principio femminile-luna-notte a sinistra e il principio maschile-sole-giorno a destra.” 

In tale situazione ciò quindi che non contribuisce allo sviluppo della parte collettivamente emergente, è relegato ai margini. Da quando il culto della Dea è stato sostituito dai miti del dio solare, simbolo che ancora influenza la razionalità, è stata sovrana l’immagine di quel tipo di coscienza che illumina, che separa, che misura, l’animus della psiche, il maschile. Il femminile rappresenta il pericolo per questa coscienza che innalza dall’inconscio arcaico e animale. Il femminile nell’accezione negativa è l’istanza della regressione. Di questa dinstinzione se ne trova traccia a partire da Anassagora (vedi la Tavola Pitagorica degli Opposti), ma l’attribuzione di giudizi di valore (positivo e negativo) si attribusce all’epoca il cui la succesione matrilineare è stata sostituita da patriarcato. Come dice di nuovo Daniels

“ il dispregio della sinistra e del mancinismo (per l’associazione con la debolezza, falsità, impurità, anormalità , disordine, male , tabù, etc) può essere un fenomeno storico relativamente recente. Queste associazioni possono allora non costituire il significato originario o fondamentale della sinistra. Analogalmente il significato originario della destra potrebbe non essere basato su concetti come forza, purezza, normalità, ordine, bontà o ortodossia. Queste attribuzioni, in altre parole, possono semplicemente riflettere un pregiudizio maschile o patriarcale.”

Quel che è sovrano rende invisibile ciò che destituirebbe la sua sovranità. Parlerò di intuizione proprio in virtù di questo rapporto sovranità-invisibile.

Forse l’opposizione tra questi due termini non è l’unica relazione possibile tra i due. Cosa succede se nella sovranità è inclusa un istanza che fa luce nel buio, e che vede il nero nel bianco e il bianco nel nero? E’ una sovranità che vede il suo essere limitata, che vede che confini ce ne sono ovunque e che vede che non può vedere tutto, non può controllare tutto. E’ una sovranità diversa. Ma è possibile?

Jung in Ricordi Sogni e Riflessioni, scritto alla fine della sua vita ed edito nel 1961, afferma che

“assimilare l’intuizione che la vita psichica ha due poli è un compito del futuro” (p.211).

Questa affermazione è pregna del fatto che anche in gran parte della psicologia e della ricerca spirituale moderna è come se vigesse ancora, o almeno fino a pochi anni fa, l’antico dogma trinitario, il dogma dell’hic et nunc, il dogma del padre, il dogma che è reale ciò che è presente, ciò che è già manifesto, ciò che è considerato oggettivo perchè cosciente per la collettività in un dato momento storico. Ancora vige la fascinazione per la luce. Tuttavia è intuitivo notare che l’energia antinomica degli opposti è presente anche dove c’è un tiranno. La luce del sovrano, piu è luminosa più annienta le luci dei sudditi, relegandoli nell’ombra del popolo dimenticato nei sobborghi della città o nei sobborghi della cultura umana, che da un punto di vita che considera la psiche come onnipresente, sono i sobborghi nella psiche, la cosiddetta Ombra e l’Inconscio.

La scienza cosiddetta oggettiva che rassicura il singolo e la collettività, relega il simbolico nell’inconscio proponendo invece il segno o l’allegoria, ovvero l’immagine che rappresenta chiaramente ciò che la coscienza vuole rappresentare, niente di più. Questo è il regno indiscusso dell’ego che si illude di essere il solo e di veder tutto. Questo è lo stadio dell’onnipotenza del bambino che ha bisogno di credere assolutamente in ciò che sa con chiarezza per poter proseguire nell’assimilazione del sapere e nell’accrescimento della coscienza. E’ la fiducia primaria in sé, necessaria per la nascita della coscienza .

Dice Neumann: “ Il collettivo trasmette come un bene culturale all’individuo che si va formando quei valori che nella storia dell’umanità hanno favorito lo sviluppo della coscienza, mentre interdice tutti gli sviluppi e tutti gli atteggiamenti contrari a quel processo.” 

Il bisogno e il tentativo di far fronte all’angoscia del buio, dell’incomprensibile, del non controllabile, rimanda solo un po più in là l’incontro con il buio, con il possibile e nello stesso tempo con il limite.

La negazione dell’inconscio, del simbolico e dell’intuizione si rivela chiaro nell’ambito della cura del corpo oltre che in certe forme della cura della psiche e della spiritualità. Subentra il conflitto tra reale ed irreale. Per esempio quando compare una difesa tipica come “si ma io sto male per un motivo reale, tangibile, mentre tu stai male solo per dei fantasmi creati dalla tua mente”, si rivela in tutta la sua drammaticità la sovranità di un tipo di realtà a scapito di un’altra realtà.

Concepire un tipo di sovranità, quindi un tipo di coscienza che non allontana il buio ma che muove la fonte della luce in modo dinamico e variabile, in modo tale da avere un’ idea il più completa possibile di ciò che c’è nella stanza buia, significa condurre la coscienza verso la consapevolezza delle sue stesse possibilità e dei suoi stessi limiti. E’ una coscienza, e quindi un tipo di sovranità che non dichiara guerra alle terre straniere per eludere l’angoscia che il confine attiva, ma è una coscienza che intuisce al di là dei confini ma rimane nel suo territorio al fine di coltivarlo con quel che gli è dato.

Ma esiste, è reale e quale è la parte che registra la presenza dell’invisibile? di ciò che non è qui ma di ciò che è là? È possibile dare realtà alla percezione di ciò che non è misurabile e non è percepibile con i 5 sensi fisici?

Jung parla d’ intuizione. E ne parla (ne scrive) come di una delle quattro funzioni psichiche. La pone quindi sullo stesso piano. Non è qualcosa di metafisico, o di illusorio o che ci può dire meno o più della realtà rispetto ad altre funzioni che collettivamente conosciamo meglio.

Riporto un’ eloquente citazione tratta da un libro inedito, curato da Elena Caramazza, consistente nelle trascrizioni di Roland Cohen alle conferenze di Basilea del 1934, ma ancora attuali, o meglio, ancora maestre sia in psicologia che in filosofia.

“L’intuizione, naturalmente, in quanto funzione irrazionale, non è facile da definire per l’intelletto. Nei miei “Tipi Psicologici”l’ho chiamata una “percezione per via inconscia”, poiché una delle sue caratteristiche consiste nella difficoltà a poter precisare dove e quando nasca. Essa sembra poter percorrere molte strade e, grazie al suo emergere, permette di vedere, per così dire, “dietro l’angolo”. Mi limito a questo, e confesso che non so, in fondo, come opera l’intuizione; non so cosa è successo quando un uomo sa improvvisamente una cosa che, per definizione, non dovrebbe sapere; non so come è giunto a questa conoscenza, ma so che è reale e che può servire come base per la sua azione. I sogni premonitori, la telepatia e tutti i fatti di questo tipo sono intuizioni. Ho constato questi fenomeni in grande quantità, e sono convinto che esistano; se ne incontrano tra i primitivi e da ogni parte, non appena prestiamo attenzione alle percezioni che ci giungono attraverso gli strati subliminlali del nostro essere, ossia che si trovano sotto la soglia della coscienza. L’intuizione è una funzione molto normale, perfettamente naturale e necessaria; si occupa di ciò che non possiamo né sentire né pensare, perchè manca di realtà, come il passato che non ne ha più, e il futuro che non ne ha ancora, per quanto possiamo immaginarlo. Dobbiamo essere molto riconoscenti al cielo di possedere una funzione che ci elargisce una qualche luce su ciò che è “molto al di là delle cose”. 

La psicoanalisi rappresenta un movimento della coscienza collettiva umana, che ha iniziato a riconsiderare reale, ciò che per secoli è stato collettivamente trascurato e relegato nell’ambito del falso.

Con la psicoanalisi in generale e con la psicologia analitica di Jung in particolare, si assiste ad una nuova risposta alla trasformazione della coscienza umana. Fa capolino il concetto di inconscio che porta con se il concetto di relatività della coscienza e di proiezione (all’esterno di ciò che inconscio) e il concetto di sincronicità, che delude la pretesa di sovranità della razionalità che coglie solo ciò che è lineare.

L’immaginario sull’ inconscio acquisisce nel corso del novecento validità grazie allo studio antropologico comparato della produzione simbolica nei sogni, nei sintomi, nei miti e nei riti. (si pensi ad esempio allo studio sulle religioni di Gerardus van der Leeuw)

Il guardare all’inconscio è lo sguardo nella notte, nella profondità della terra o appunto dietro l’angolo. Sovrana nella psicoanalisi è la funzione psichica che guarda in là, che percepisce ciò che non è visibile, ed è quella funzione che collettivamente per secoli è stata la quarta, ovvero l’ombra, quella inferiore, da deridere, da catalogare come falsa e pazza. Ciò o chi è caratterizzato da intuizione è cosi l’ombra per il collettivo. Ma si sa che è dall’ombra, che si accede alla trasformazione e quindi al cambiamento.

Dice Von Franz:

“La funzione inferiore è la ferita della personalità cosciente che mai si remargina e sanguina perennemente, ma è attraverso di essa che l’inconscio può entrare in ogni momento, apportando un ampliamento della coscienza e generando un atteggiamento nuovo.
Nella maggior parte delle società normali, la gente nasconde la propria funzione inferiore attraverso la Persona. La Persona trova una delle sue piu importanti ragioni di sviulppo nel desiderio di non esporre la propria inferiorità, specialmente l’inferiorità della quarta funzione.” 

Afferma inoltre che l’intuizione intuisce appunto il Sé e cosa avviene nel Sé (intesa come totalità psichica comprensiva di conscio e inconscio e che rappresenta la realizzazione piena di sé, al di là dell’imitazione di profeti ed eroi), e di come la collettività, rimuovendo l’intuizione si è allontanata dal Sé, da ciò che è invisibile agli occhi. Intuire il Sè significa intuire l’altra metà della mela. Significa non cedere alla sovranità indiscussa della coscienza che vede per polarità, ma può voler dire guidare la vita sapendo sempre che accanto al visibile c’è l’invisibile, accanto al sovrano ci sono sempre sudditi che possono in ogni momento divenire sovrani e che la natura ci insegna proprio questo: la presenza del dì e della notte.

L’auspicio è che lo sviluppo tecnologico teso a gestire la realtà esterna, possa essere bilanciato nella sua corsa da un’accettazione cosciente della realtà di ciò che è invisibile e incomprensibile razionalmente, e dalla consapevolezza che quello stesso sviluppo è nutrito dall’attività mitopoietica della psiche, e potendo cosi proseguire nell’opera di evoluzione umana in equilibrio con una più ampia fetta di ciò che è naturale, rinunciando ad un ideale di sovranità indiscussa della coscienza. Ancora Jung:

“ Il simbolo possiede il doppio carattere di realtà ed irrealtà. Il simbolo è inconoscibile poiché è mediatore tra coppie di opposti, quindi non si può comprendere né con il pensiero, né con il sentimento (pienamente). Si può solo intuire ed assimilare alla coscienza” 

Bibliografia

  •  M. Daniels, 1992, Alla scoperta di Sè, La psicologia junghiana e la tecnica del watchword. ( Self-discovery the jungian way. The watchword tachinique, 1992, London and New York: Routledge). Ubaldini Editore, Roma, 1996, (pp 30-34)
  • Ibidem, (p. 35)
  • Erich Neumann, 1949, Storia delle origini della coscienza ( Ursprungsgeschichte des nbewusstseins, Rascher Verlag, Zurich), Astrolabio Editore, Roma, 1978, (p.318)
  • C.G.Jung, 1934, Elena Caramazza (a cura di). Le conferenze di Basilea, Bergamo: Moretti e Vitali, 2015 (pp. 77, 78)
  • G. Van der Leeuw. 1933 Fenomenologia della religione (Phänomenologie der Religion),Torino, Boringhieri, 2002.
  • M.L.Von Franz, 1988, Tipologia Psicologica, ( Jung’s Typology), Edizioni red, Novara, 2004 (p. 95)
  • C.G.Jung, 1913-1936, Tipi Psicologici. Roma: Edizioni Newton, 2006 (p. 199 )

 

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Serate junghiane

Visita anche questa pagina per i commenti ai seminari e alle serate junghiane.

Le serate junghiane sono nate nell’ottobre 2013 a Pisa. L’intento era è ed è quello di ri-dare spazio e tempo al linguaggio simbolico, all’interno di un contesto fecondo ma in una quotidianità dove l’esteriore e il risultato sono le vie piu battute a scapito di una visione della vita e del mondo che scende in profondità. James Hillman chiamerebbe l’oggetto di questo intento un “fare anima”.

Il primo anno ( 2013/2014) ogni due mercoledi si leggeva insieme un libro scelto da partecipanti che avesse a che fare con la visione “junghiana”, che semplificando indico cme una visione non dualistica della vita e che ricerca il senso dell’esserci.  I libri potevano essere libri di psicologia, di filosofia, di fisica, di spiritualità, di antropologia, mitologia.. perchè la visione “junghiana” si origina e abbraccia sia nella pratica clinica, sia nell’osservazione della vita dell’uomo e dei seuoi prodotti nello spazio e nel tempo.

Al termine di ogni lettura avviene sempre un dibattito e confronto ove la mia presenza ha il solo scopo di facilitare un dialogo ove nn è il solo intelletto e al sola razionalità a fare cultura, ma ove si possa recuperare un parlare dal sentire, dal percepire e dall’ “irrazionale”.

Dalla prima esperienza è nata l’idea di trasformare, nel secondo anno (2014/2015), le serate nello studio del Libro Rosso di Carl Gustav Jung, ove il fare anima, l’accogliere l’”irrazionale”, l’immaginale, l’inconscio dentro e fuori si se, diviene necessario per l’accostarsi a questo libro, esempio di una scrittura che si origina dall’esperienza da un diretto contatto con l’inconscio.

Foto da Eranos Foundation Welcome Page www.eranosfoundation.org

Foto da Eranos Foundation Welcome Page www.eranosfoundation.org

 Le serate sono ad offerta libera. Spesso come offerta i partecipanti portano cibo (vegan)  e bevande.

 Il terzo anno (ottobre 2015/ giugno 2016): le serate si terranno un mercoledi al mese, salvo diverse indicazioni.  Inizieranno mercoledi 11 novembre alle ore 20.00 al Cinema Teatro Lux, Piazza Santa Caterina 6, Pisa. L’ingresso sarà gratuito con consumazione consigliata.  Ogni serata sarà a se stante ma il tema sarà lo stesso per tutto l’anno: La tipologia psicologica: la diversità fuori e dentro la psiche individuale. Ogni serata potrebbe essere strutturata in modo diverso: qualche volta si leggeranno passi da me proposti. Qualche volta passi proposti da voi e qualche volta sarà in forma seminariale. In particolare mercoledi 28 ottobre  alle 19.00, sempre al cinema teatro lux, ci sarà un seminario introduttivo alla tipologia psicologica junghiana. I dettagli verranno comunicati su questo sito, alla pagina http://www.cestarizaira.info/serate-junghiane-2016/ o sul gruppo Facebook “Serate Junghiane”

Zaira Cestari