Meditazione

Laboratorio di Rilassamento profondo, meditazione, respiro e postura con la Banca del Tempo!!!

Faremo esperienza del sentire il proprio corpo in modo sottile e profondo, reiniziando a percepire il legame tra stato emotivo e processi corporei. Questa esperienza ci porta a scoprire cosa succede se respiriamo in un modo piuttosto che in un altro o se appoggiamo i piedi ed il peso così piuttosto che in un altro. Dalla conoscenza e dall’osservazione non giudicante delle nostre posture e processi corporei, nasce una saggezza che ci porta ad una maggiore consapevolezza, centratura e gestione delle emozioni, nonché a un maggior benessere anche a livello di funzioni dell’organismo.


Oggi, grazie alla conoscenza di altre tradizioni orientali, la Banca del Tempo Pisa propone questo laboratorio come disciplina che si impara praticandola nel tempo e non attraverso esercizi di routine.

Non proporremo quindi un corso, ma un momento in cui dedicarsi alla ascolto di sè, cosi come ci dedichiamo alla meditazione o alla respirazione, senza pensare di apprendere un metodo, bensì ricontattando risorse da sempre presenti nella memoria corporea.

Il corso sarà svolto dalla Dott.ssa Zaira Cestari, Psicologa, Psicoterapeuta.

– Date corso (ultimo giovedi del mese):

26 Gennaio – Circolo Alhambra, in Via Fermi 27, Pisa
23 Febbraio – Scuola Media inferiore Mazzini, Via Orazio Gentileschi, 10, Pisa
30 Marzo – Scuola Media inferiore Mazzini
27 Aprile – Scuola Media inferiore Mazzini
25 Maggio – Scuola Media inferiore Mazzini

– Durata incontro: 90 minuti
– Orario del corso: Dalle 19 alle 20.30

Il primo incontro sarà gratuito, mentre dal secondo sarà chiesto il pagamento dellla quota associativa (10 Euro) che da diritto a partecipare a tutti gli altri corsi, organizzati dalla Banca del Tempo di Pisa, gratuitamente
http://www.bancadeltempopisa.it/corso-bioenenergetica/

L’attesa

L’attesa
non è altro che il vivere una dimensione più
in su o più in giù.
E’ la via tra due porte
è una porta che si apre verso
il sostegno del cielo.

L’attesa
non è più sospesa.
L’attesa è aria viva
azzurra,
è mia sorella.

Mentre attendo
apro,
e il mio corpo,
da tempo diventa spazio.
Per essere.

Zaira Cestari

Ascolta: Traditional Tao Mediation Music

L’ombra dell’amore

Non credo che l’amore puro sia come l’amore sofferente
L’amore puro è quello del bambino.
L’amore sofferente, ama quando vede che c’è qualcosa di opposto all’amore,
che è allo stesso tempo vitale. 
L’amore sofferente ferma per un istante la vita e ama, ma soffre
Quando vede che ci sono tutte quelle cose opposte all’amore,
le vede,
vede come impediscono l’amore e ama appunto per questo.
Sceglie l’amore
e muore.
E risorge
con l’amore nel cuore.
Anche quando non ama.
Rose dell'Irlanda. Agosto 2015

Rose dell’Irlanda. Agosto 2015

Le porte nella psiche

La psiche è ricca di immagini. Ci sono immagini di animali, così come dimostrano spesso i nostri sogni. E spesso per ritrovare quell’energia e integrarla consapevolmente ed armoniosamente nella nostra vita, ricorriamo all’incontro concreto con l’animale. Così con le pietre e le piante e la musica.

Esistono molte forme di terapie alternative, quali la pet terapy, la musicoterapia, la cristallo terapia, la cromoterapia.

La medicina classica ha depurato l’incontro con la natura, con i principi delle piante. Ma da lì, principalmente, proviene.

Più l’elemento è lontano dall’umano più sembra essere potente.

Dalla chimica delle piante si è creata sia la medicina, sia il fenomeno dei “viaggi” ( concetto legato alla “droga”, alla dipendenza, o alla ricerca spirituale).

Ma, come accarezzando un animale, cosi, approcciandoci a certi elementi, si scatenano in noi energie già presenti.

Il video che qui propongo è utile per riflettere su quali tipo di esperienza attivano certi principi naturali che spesso, o affascinano, portando alla ricerca coatta di essi, o al contrario, al controllo di essi.

In particolare questo video mostra la ricerca e l’uso del principio contenuto in certi funghi allucinogeni per trasformare l’esperienza di ansia e di paura della morte in una consapevolezza maggiore della connessione di tutte le cose, e della presenza di una facoltà in noi presente, che è la visione a-razionale, che non separa, ma amplia.

L’intento di questa mia riflessione non è per incitare l’uso dei funghetti allucinogeni, nè per sconsigliarne l’uso. Ma è quello di portare l’attenzione al fatto che spesso cerchiamo fuori quel che abbiamo dentro. Questo va bene, se fatto con la consapevolezza che quel che cerchiamo fuori è solo un mezzo per aprire delle porte già presenti in noi  e che fatichiamo ad aprire. Pena: la dipendenza e l’estraniamento, o la condanna di quelle esperienze e il nutrimento di meccanismi di controllo, di denigrazione ed etichettamento.

 

Clicca qui per il video:

http://anewunderstanding.org/

 

Zaira Cestari

Immaginazione Attiva

L’immaginazione attiva può essere intesa in vario modo. Bisogna ricordarsi della tipologia, ovvero l’intuizione fondamentale di Jung, a mio parere più fondativa degli archetipi e la più connessa all’idea del Sè e la più utile per l’analisi ai fini individuativi. Detto questo non tutti sono tipologicamente in grado di immaginare in senso letterale. L’immaginazione ha forse ha a che fare con un cogliere l’anima della vita. Ogni cosa che accade è inscritta in un filo di senso. Iniziare a praticare l’immaginazione attiva significa inizialmente abbandonare un punto di vista causalistico a proposito della propria vita. Abbandonare il giudizio e il pensiero, quindi uscire dalle categorie di giusto e sbagliato e di vero e falso. Inizia così a schiudersi un senso di connessione di tutte le cose, e contemporaneamente esse appaiono più definite, più differenziate. Tutto diventa una fiaba e gli elementi interagiscono tra loro mentre la coscienza osserva come se leggesse una fiaba. Questo nella vita di tutti i giorni.Quando la coscienza perde questo atteggiamento, per i piu svariati motivi, è allora opportuno che ritrovi questo filo, ed uno dei metodi è meditare su un sogno o su un’emozione. Credo che sia passata come tecnica, ma non lo sia. La tecnica è infatti qualcosa di sistematizzato, ripetibile e chiuso. L’immaginazione attiva secondo la mia esperienza e intuizione delle letture fatte, non è una tecnica, e non è nemmeno una via univoca. Per me è la coscienza simbolica e la vita in cui dimensione concreta e dimensione dell’immagine convivono.”

 

Dipinto di Anne Bachelier

Dipinto di Anne Bachelier

Diverse vie portano allo stesso luogo

Diffondo un articolo sugli effetti della meditazione. Il titolo “diversi percorsi portano allo stesso luogo”, alludono a diversi tipi di meditazione, ma intuisco che alluda anche a questa commistione tra scienza razionale e scienza percettiva, intuitiva e di sensazione. L’era della congiunzione, che va oltre la dualità del prima e del dopo, del questo e dell’antiquesto, si sta avvicinando. Contribuiamo ad essa.

Many Paths Traveling to the Same Place
17 December 2015
Helané Wahbeh

Meditation has been used as a transformational tool for thousands of years. In the West, meditation is a new practice that has increased in popularity over the last couple decades. Meditation research allows us to see exactly how it works and how it may improve our health and lives using rigorous scientific methods. I’ve been excited to study meditation research ever since I first tried it. I’ve always had a curious and inquisitive mind and wanted to know how things worked. This curiosity led me to become a naturopathic physician and then a clinical researcher. My research has always revolved around the mind and its relationship with the body, how the state of our mind can influence all levels of our existence (e.g. physical, emotional, spiritual, social, environmental). Many of us “know” this on a cellular level without being able to prove it. So, I wanted to demonstrate these relationships with solid scientific methods. My whole research career has been dedicated to this research question. And isn’t that what IONS is all about?! Being at IONS allows me the incredible supportive environment to continue this inquiry with a synergistic team of incredible minds. As a meditation researcher, I am always amazed at the variety of meditation traditions. Almost every spiritual tradition on the planet has some sort of meditation or prayer associated with it. I’ve come to believe, like other researchers, that the essential goal of all of these different meditation is the same: to reach a state where we are able to understand our underlying state or true nature (Baerentsen, 2010). People have given many different names to this state: Samadhi, nondual awareness, pure awareness or pure consciousness, no mind, unity consciousness, Transcendental Consciousness, pure Being, oneness, mental stillness, mystical knowledge, wisdom meditation, the list goes on and on.

As a long time meditator myself, I have practiced in a number of traditions, such as Christian, Buddhist, Vedic, Native American, secular mindfulness meditation, and general spiritual meditation. I have experienced first-hand how the different meditations bring me to a similar quality of being. A state of well-being, connection, bliss…a state of “Oneness” between myself, the environment, and others, and so much more. Like others, I find the state to be ineffable, so it is difficult to fully describe it in words. So, maybe it is not about the road we take to the destination, but the destination itself that is important. We know that long-term meditation has numerous benefits like relieved depression and anxiety and improved quality of life (Goyal, 2014; Khoury, 2013). But is the developed meditative state that most meditators hope to be in what is creating these benefits? My curiosity got the best of me and I decided to find out.

I’m combing through the “literature” in a systematic review to find out just what this transcendent state is across traditions. So far, we’ve found that while there are a large and growing number of meditation research papers (3727 hits on Pubmed.com today), very few of them describe whether they were recording their measures -like EEG or ECG- during this actual state. They say they recorded expert meditators, but don’t mention whether the meditators were in a transcendent state when they were recording. Unfortunately, we can’t include these papers in our review because we can’t be sure that the state the meditator was in during the recording is the one we are looking for. There are about forty papers we have found so far that explicitly describe the transcendent state the meditator was in during the recordings, so we are working on extracting data from those right now. We’ll have to wait a few months to see the final results.

Helané Wahbeh is a Visiting Scientist at the Institute of Noetic Sciences. Her research interests at IONS include healing stress and trauma, examining mechanisms of mind-body medicine, and rigorously studying channeling phenomena.

Pensare col Corpo

Pensare col Corpo:

integrazione tra esercizi di Bioenergetica , Mindfulness  e Yoga

 

 “Pensare col corpo” è un approccio psicocorporeo ad una dimensione psichica tralasciata da secoli dal mondo occidentale, difficilmente recuperabile da approcci totalmente “orientali” poichè siamo “geneticamente” occidentali nell’inconscio. Pensare col corpo è un primo passo per avvicinarsi autonomamente, e non attraverso saggie ed autorevoli (che cmq io apprezzo) discipline al comunicare sottile del corpo, che sembra così pesante se non ascoltato. 

Nell'immagine: Ma douce rose, John Waterhouse

Nell’immagine: Ma douce rose, John Waterhouse

Tale modello si inserisce naturalmente all’interno del percorso di psiche-analisi: in tal caso viene esplorata la propria dimensione psichica ove per psiche intendo l’intera esperienza, anche e a partire dal corpo.

Pensare col corpo può essere invece il livello principale d’intervento: in particolare presteremo attenzione all’anatomia esperenziale, ovvero all’ascolto, al riconoscimento e alla sperimentazione di come cambia il corpo in relazione alle diverse situazioni in cui si trova.

Nel caso di consulenze o terapie via Skype l’approccio corporeo sarà limitato a ciò che lo strumento virtuale consente, ma non sarà assente.

Il nome di tale aspetto della terapia è stato ispirato dall’omonimo libro “Pensare col corpo” di Jader Tolja e Francesca Speciani

Zaira Cestari