Serate junghiane

I Sermoni ai morti. Terza Serata junghiana a Firenze

  • Domenica 14 maggio dalle ore 19:30 alle ore 21:00
     
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    Galleria la Rosa d’Oro dell’Arte, via Ghibellina 92 rosso, Firenze

     

    Da sempre l’essere umano ha trovato gli insegnamenti della vita dentro di sè. E c’è sempre qualcuno il cui compito è raccogliere gli insegnamenti antichi ed eterni per colmare l’abisso tra inconscio e conscio che separa i vivi dai morti. Riproponendo il mito gnostico, qui Filemone parlerà ai morti che ci tormentano nell’inconscio e nei drammi umani, per ammaestrarli sulle visione della totalità interiore.

    Conduce la serata: Zaira Cestari.

    Per info:

    www.cestarizaira.info
    cestarzaira@gmail.com

    Ingresso libero

9 aprile 2017 Serata junghiana a Firenze: Il confronto con l’Io.

Ore 19, 30, Via Ghibellina 92, rosso. Ingresso gratuito.

Finalmente il tema dei prossimi incontri a Firenze finalizzati alla conoscenza del messaggio piu universale contenuto nel Libro Rosso, si è chiarito.

L’intero libro intreccia l’esperienza personale di Carl Gustav Jung con intuizioni che attingono a e colgono dinamiche archetipiche che sottendo al succedersi dei tempi e delle coscienze collettive.

Approfondiremo l’ultima parte del libro, “Le Prove” considerate dai curatori la terza parte del libro, come una sezione a se come le precedenti chiamate “Liber Primus” e “Liber Secundus”. Questa ultima parte chiarifica l’intero viaggio interiore testimoniato nelle parti precedenti. Jung è riuscito a contattare il Sè (la parte totale della psiche, più grane rispetto a cio con cui la nostra identità si, appunto, identifica) e ad osservare l’Io, quella parte della coscienza con il quale l’essere umano si identifica, con certi confini più o meno netti e più o meno saldi. Non si tratta quindi di un viaggio di fuga nell’inconscio come può avvenire in certe esperienze di forte disagio, ma un viaggio di esplorazione per riconnettere l’Io alla totalità.

La scelta di approfondire l’ultima parte dell’Opera si motiva da un osservazione quotidiana e clinica della più diffusa difficoltà dell’essere umano che gli procura regressioni, rigidità e conflitti sia interni che esterni. Il tempo attuale, caratterizzato da un ultima disperata ricerca di un ideale esterno e di una connessione con gli altri e con il mondo attraverso l’esperienza esteriore, manifesta una tendenza collettiva ad un irrigidimento identitario che porta con sè odio, sfiducia e diffidenza verso l’alterità rispetto all’identità dell’Io.

Suggerisco a tutti di leggere personalmente il testo intero per attivare la funzione che percepisce il mondo immaginale ed interiore. Ma in queste sessioni collettive, scelgo ora, di diffondere il senso del limite di questo Io, che penso sia l’unico modo per iniziare ad osservarlo come una parte di sè, e a scorgere che cè altro da osservare, conoscere e accettare per poterlo comprendere (intuitivamente) domare e umanizzare.

Questa sezione è la più connessa alle immagini mandaliche del Libro Rosso (O Liber Novus), come espressione dell’eperienza interiore della totalità psichica. Domenica inizieremo da…

Systema Munditiotius, C.G.Jung (1955)

“Sono riluttante, non riesco ad accettare questo nulla vuoto che sono. Che cosa sono io? Che cosa è il mio “Io”? Ho sempre dato per scontato il mio “Io”. Adesso è lui a stare davanti a me…e io sto davanti a lui. Adesso ti parlo o mio “Io”. (…) Ti lamenti che i tormenti non sono ancora terminati? Lascia che te lo dica: sono appena cominciati. Tu non hai nè pazienza nè serietà. Solo quando si tratta del tuo piacere, tu elogi la tua pazienza. Per questo raddoppierò i tuoi tormenti affinchè impari la pazienza. Tu trovi insopportabile il dolore, ma ci sono cose che fanno ancora piu male e puoi infliggerle agli altri con la massima ingenuità, adducendo come scusa di essere ignaro. ” P.333 Liber Novus, C.G.Jung

7 marzo 2017, Firenze. Serata junghiana: lo spirito del tempo e lo spirito del profondo.

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Per la serata del 9 aprile 2017 clicca qui

“Lo spirito del profondo mi ha tolto la ragione e tutte le mie conoscenze, per porle la servizio dell’inesplicabile e del paradossale.Mi ha privato del linguaggio e della scrittura per tutto ciò che non stava al servizio di quest’unica cosa, ossia dell’intima fusione di senso e non senso che produce il senso superiore.” C.G.Jung, Liber Novus, P. 229

“Lo spirito di questo tempo mi parlò e disse: << quale necessità ti obbliga a dire tutto ciò?>> Quella fu una brutta sensazione. Volli riflettere su quale necessità interiore o esterna mi potesse costringere a fare questo, e poichè non trovai alcuna necessità concreta, stavo per crearmene una. Ma in questo modo lo spirito di questo tempo aveva quasi ottenuto che , invece di parlare, io continuassi a riflettere sui motivi e sulle spiegazioni. Lo spirito del profondo però mi parlò e disse: << Capire una cosa è un ponte e una possibilità di tornare in carreggiata, mentre spiegare una cosa è arbitrio e a volte perfino assassinio. Hai contato quanti assassini ci sono tra i dotti?” C.G.Jung, Liber Novus,P. 230

 

Martedi ci addentreremo nei primi passi del Liber Novus, ove Jung affronta le polarità di cui ha sentito la presenza, più o meno conflittuale fin da piccino. In Ricordi Sogni e Riflessioni chiama questi due opposti personalità numero 1 e numero 2 , istanze più personali. Nel Liber Novus, affronta polarità piu tipiche rappresentate dallo spirito del tempo, che porta i valori buoni e cattivi e il senso di quel tempo, e lo spirito del profondo, che porta valori senza tempo, la relatività del senso e il sentore della propria totalità e del centro vitale.
Negli stessi anni Jung comincia a studiare e comporre Tipi Psicologici, l’opera fondamentale della sua equazione personale che vede oscillare la personalità numero 1, portatrice dello spirito del tempo e la personalità numero 2, portatrice dello spirito del profondo. Dalla numero 1 si possono vedere il mondo e le esperienze dalla propria prospettiva che la si puo difendere e si può costruire un’intera vita su di essa. Dalla numero 2 è possibile vedere la dinamica delle varie funzioni psichiche e quindi di diverse prospettive, spesso talmente opposte da essere inconciliabili. La comprensione del mondo, degli altri, di sè e delle proprie relazioni passa attraverso l’esperire e l’osservare le diverse tipologie tipiche, le diverse funzioni, mentre spiegare è adottare un punto di vista che guarda da una precisa tipologia della personalità.
 
Questo libro sebbene illustri il viaggio interiore di un individuo, ci indica però anche la presenza di due istanze archetipiche, la cui presenza è in ognuno di noi: lo spirito del tempo e lo spirito del profondo.
Martedi, presso Associazione La Rosa dell’Arte, via Ghibellina 92 Rosso ore 19.00- 20.30

Serate junghiane a Firenze

Le Serate junghiane riprendono a Firenze

Nella splendida cornice della galleria La Rosa d’Oro dell’Arte in Via Ghibellina 92/rosso.

Saranno 4 serate all’insegna della lettura di parti scelte del Libro Rosso di Carl Gustav Jung:

martedi 7 marzo, martedi 11 aprile, martedi 9 maggio, martedi 13 giugno  dalle ore 19 alle ore 20.30

 

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Il Liber Novus o Libro Rosso è il diario dei processi interiori di un uomo, il cui daimon, l’intrinseca motivazione della vita, spingeva per realizzare e vivere la complessità che lo animava.

Si può leggere questo libro spontaneamente e approcciarsi ad esso ognuno con la propria personalità, ma lo scopo delle Serate Junghiane è cercare di stimolare una lettura che si avvicina al tipo di sguardo e di scrittura con cui è stato composto. L’intuizione rivolta interiormente capta percezioni psichiche. Cosi come le percezioni fisiche esistono prima di qualsiasi valutazione razionale, cosi lo sono le percezioni psichiche.
Nel Libro Rosso emerge chiaramente come le immagini psichiche sono autonome dalla coscienza ma la coscienza, l’Io, le intercetta e con esse intrattiene un dialogo, attraverso gli strumenti che la coscienza stessa conosce.
Durante le letture è possibile approcciarsi al testo e alle immagini del Libro Rosso, con lo stesso rispetto che si ha per le percezioni fisiche: per il freddo, la sete, la fame, il sonno, il calore, etc. Le percezioni trovano poco spazio di discussione razionale. Sono e basta. Si possono solo acquisire nuovi strumenti per descriverle e meglio comprenderle, ma non sono né buone, né cattive, né giuste né sbagliate. Invitiamo quindi ad una lettura tesa a risvegliare in noi l’intuizione introversa, che capta quelle immagini sia personali che archetipiche che muovono le nostre emozioni, convinzioni, azioni. E’ un invito all’introspezione che non fa il vuoto, ma anzi fa dialogo tra coscienza e inconscio tra l’Io (il centro della nostra coscienza) e il Sè (la nostra totalità, comprensiva di conscio e inconscio).
Approfondire quest’opera è anche comprendere e interiorizzare quell’ammonimento di Jung stesso che compare in diversi passaggi del testo: quella descritta nel Liber Novus è la sua via, solo sua. Parlare della sua via è ammesso solo nel senso descrittivo e non giudicante, perchè la razionalità parte dalle proprie percezioni e quelle parlano della propria via non di quella che si sta osservando e cercando di descrivere. Leggendo il Libro Rosso si comprende piano piano che questo viaggio è un percorso personale, all’interno di esperienze universali, archetipiche, ove Jung dà ascolto e attenzione alle vicende mitiche che si svolgono con connotazioni personali, che altrimenti potrebbero essere proiettate su oggetti e persone esterne in forma di conflitti.

Al termine di ogni serata, ci sarà lo spazio per domande e riflessioni.

Ingresso libero.

Per info: Zaira Cestari, 3737243845 cestarizaira@gmail.com

Serate junghiane autunno 2016: Il Libro rosso, solo lettura.

Ad ottobre riprenderanno le Serate junghiane

E’ il quarto anno di edizione di questo evento e quest’iniziativa chiuderà un primo ciclo delle serate.

Ci ritroveremo ogni due settimane, di venerdi sera, dopo cena, dalle 21 alle 22  in Borgo stretto 10, Pisa. Si consiglia la puntualità.

La serata sarà di esclusiva lettura di parti scelte del Libro Rosso.

Non ci sarà lo spazio immediato per la discussione, al fine di favorire l’interiorizzazione di un significato che trascende l’accumulo della conoscenza intellettuale, e per incoraggiare ed esercitare una riflessione e/o una percezione interiore che vada in una direzione verticale, in profondità.

Giuseppe Mascarini. Lettrice. 2007

Giuseppe Mascarini. Lettrice. 2007

 

Sarà proposto però un lavoro personale, da svolgere “a casa” in parole scritte, raccolta di sogni, immagini, musica, danza che potrà essere condiviso nella serata prima delle vacanze natalizie, come un dono a sè, un dono agli altri, un dono all’anima mundi.

I partecipanti non dovranno leggere, ma potranno lasciarsi andare all’ascolto di una lettura “professionale”a cura di Zaira Cestari, psicoterapeuta, profonda conoscitrice e appassionata del libro suddetto e a cura di Chiara Aurora Gagliano (dell’associazione LaAV- Associaizone Letture ad Alta Voce) anch’essa appassionata dell’opera di Jung.

Le serate saranno ad offerta libera.

La programmazione primaverile che prevedeva Jung e le Neuroscienze, sarà posticipata al 2018: dopo 4 anni,  faremo una pausa sabbatica!! 😉

 

CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE…

CI VEDIAMO VENERDI 7 OTTOBRE ALLE ORE 20.45 IN BORGO STRETTO 10. 

 

Per info vedi Contatti

Trasformazione e Ombra

Leggi il commento alla serata 

Chiuderemo le serate 2015/2016 affrontando il tema cardine della tipologia psicologica, ovvero il motivo dell’importanza del suo studio o della coscienza di essa: la trasformazione, ovvero la funzione trascendente.

Il titolo di questa serata è  infatti Trasformazione e Ombra, perchè è là dove non siamo ancora trasformati, là dove siamo appena venuti al mondo (il basso, l’ombra, lo scuro, l’humus) che ci possiamo trasformare.

 

ombra e trasformazione

 

 

Mercoledi 25 maggio ore 20.30-22.30

Presso studio Zaira Cestari, Borgo stretto 10, Pisa

E’ gradita puntualità

Ci sarà  un brindisi finale  a chiudere l’anno e  qualche dolcetto vegan

Serata ad offerta libera 

per info: 3398041610

cestarizaira@gmail.com

Continua info sulle serate junghiane al link: http://www.cestarizaira.info/serate-junghiane/

o su facebook: http://www.facebook.com/groups/seratejunghiane

Serate junghiane: dall’Ombra alle neuroscienze.

Questo post vuole essere uno stimolo a quel lavoro  di trasformazione della  coscienza e della conoscenza che era ed è l’intento delle Serate Junghiane. 

Quest’anno in due serate c’è stata una prima apertura ad ospiti che propongono un loro contributo a questo fare coscienza o fare anima, come direbbe Hillman.

Il primo ospite, il Dott. Paolo Minerva ci ha fatto un esempio di come la tipologia psicologica, argomento della terza edizione delle serate si combina nella vita degli esseri umani, da sempre e ovunque, in maniera tipica e tuttavia complessa.  (Gli archetipi Guida)

Il secondo, il Dott. Mario Mengheri ci presenterà il suo ultimo volume “Percorsi junghiani di vita e di cura. Riflessioni cliniche su narcisismo e anoressia.” Introduzione di Maria Cristina Barducci. Post fazione di Camilla Albini Bravo e Pier Claudio Devescovi. Milano: Franco Angeli, 2016, ove la storia concreta e clinica sia l’espressione complessa e variabile dello sviluppo di coscienze diverse immerse nelle emozioni del mondo.

Chiuderemo le serate 2015/2016 affrontando il tema cardine della tipologia psicologica, ovvero il motivo dell’importanza del suo studio o della coscienza di essa: la trasformazione, ovvero la funzione trascendente. Il titolo di questa serata sarà: Trasformazione e Ombra, perchè è là dove non siamo ancora trasformati, là dove siamo appena venuti al mondo (il basso, l’ombra, lo scuro, l’humus) che ci possiamo trasformare. Possiamo avere un idea del tema cliccando qui.

Urs Schmid (1995) raffigurante una tassellatura di Penrose

Urs Schmid (1995) raffigurante una tassellatura di Penrose

In questo post preannuncio anche il filo conduttore delle serate  primavera 2017 (Jung e le Neuroscienze) , la cui idea nasce dal riscontro della diversità di velocità di crescita da paese a paese delle neuroscienze, e dall’affermazione che la coscienza collettiva attualmente necessita sia di percezione a-razionale sia di razionalità per accettare nuovi paradigmi. E allora studieremo, insieme ad ospiti autorevoli provenienti dal mondo della ricerca,  come intuizioni millenarie, le osservazioni cliniche empiriche di Jung e collaboratori e  le neuroscienze ci donino una visione del mondo antica ma nuova da un punto di vista pratico e concreto.

Mentre nel trimestre settembre-dicembre 2016 riprenderemo ( la prima volta è stata durante il secondo ciclo delle serate junghiane, da ottobre 2014 a giugno 2015)  la Lettura collettiva del Libro Rosso (Liber Novus), in una forma non più meramente intellettuale, ma esperenziale. Clicca qui per saperne di più.

 

 

Zaira Cestari

 

Serate junghiana: Percorsi junghiani di vita e di cura. Riflessioni cliniche su narcisismo e anoressia.

Mercoledi 11 maggio, ore 20.00

Teatro Lux Piazza St. Caterina 6

Presentazione con l’autore dell’ultimo volume di Mario Mengheri: “Percorsi junghiani di vita e di cura. Riflessioni cliniche su narcisismo e anoressia.” Introduzione di Maria Cristina Barducci. Post fazione di Camilla Albini Bravo e Pier Claudio Devescovi. Milano: Franco Angeli, 2016

Clicca qui per la prima di copertina:

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Andare ad orecchio per un analista diventa così la possibilità di cogliere, nel rumore caotico delle parole, o nel silenzio assordante o nello stridio delle incongruenze o nel canto delle sirene, le sonorità dello spartito emotivo sottostante per riuscire a intonarsi con il mondo privato (cit. dal volume p. 133)

Clicca qui per la quarta di copertina:

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Dai Tipi agli Arche-tipi

Serata junghiana del 20 aprile 2016

Teatro Lux, Piazza S. Caterina 6, Pisa

ore 20.30-22.30

entrata libera

Dai Tipi agli Arche-tipi

” Se lei è se stessa può contattare la sua vita interiore, quando non è se stessa i suoi sintomi non le danno pace. I suoi sintomi la avvertono che sta rinunciando a vivere”

Maria Claudia Loreti, 16 aprile 2016, Livorno, seminario “Il gioco della sabbia”, presso “I Teatri dell’Anima”.

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In questi mesi ci siamo addentrati nelle dinamiche psichiche ove tipici movimenti e tipiche forme invisibili si creano. Invisibili ma proprio per questo molto presenti ed influenti.

Osservare e pensare di forme e di tipi non serve per creare criteri di patologia o per controllare l’energia emotiva che un essere umano in contatto con un altro crea, ma al fine di osservare le rotaie entro le quali ci muoviamo al fine di percorrerle con più consapevolezza e per poter aver maggiori gradi di libertà sul ritmo e l’andatura.

Prima di addentrarci sul nodo centrale della psicologia complessa , che è la funzione trascendente (quella necessità pischica d trasformarsi, che avviene mediante il conflitto nterno, dal quale nasce una nuova coscienza), assisteremo alla prima volta in cui la serata junghiana accoglie un ospite, il Dott. Paolo Minerva*, che ci parlerà e ci condurra nell’esperienza degli archetipi, che sono tipiche forme entro le quali i tipi psicologici si esprimono in concomitanza con vari eventi e fasi della vita.

Buona lettura, Zaira.

*
Paolo Minerva è psicologo, psicoterapeuta e formatore.

Ha sviluppato la sua formazione negli ambiti della Psicosociologia, della Gestalt Therapy, della PNL, dell’ipnosi ericksoniana, della psicanalisi junghiana. Ha ricoperto per molti anni incarichi di responsabilità nella gestione di servizi socio-sanitari. Si occupa di formazione aziendale, crescita personale, analisi delle organizzazioni, ricerca psicosociale, psicoterapia, marketing e comunicazione. Ha elaborato e coordinato diversi progetti in ambito europeo attraverso l’associazione culturale ARTNAT di cui è presidente, sull’utilizzo dell’arte come qualificatore della vita sociale.

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Paolo Minerva
psicologo, psicoterapeuta, counselor, formatore

https://www.facebook.com/ArchetipiGuida
paolominerva@gmail.com
+39 – 0523.1656139 – 388.1285758

skype: paolo.minerva

Gli Archetipi Guida

 

L’Archetipo, nel pensiero di Carl Gustav Jung, è una rappresentazione immaginifica primaria, che fa parte dell’inconscio collettivo e si manifesta in simboli presenti in tutte le culture e in ogni epoca storica.

L’archetipo è il prodotto delle esperienze primordiali dell’umanità relative agli aspetti fondamentali della vita.

Il Sé è esso stesso un archetipo, l’archetipo dell’unità e della totalità della psiche (Anima).

La struttura, l’architettura complessa e unitaria del Sé, può essere scomposta in funzioni archetipe che possono facilitare la comprensione di se stessi, e della relazione tra il mondo soggettivo e il mondo sociale.

“Se l’uomo affonda le proprie radici nell’inconscio collettivo e il suo corpo è il depositario di archetipi, allora attraverso riti, miti, immagini, che degli archetipi rappresentano la manifestazione sensibile, si può ricercare il senso unitario delle funzioni del corpo e della psiche e del rapporto tra queste e il macrocosmo.” (Carl Gustav Jung).

Possiamo individuare 7 Archetipi funzionali a questa “semplificazione”: Il Cacciatore, L’Amante, Il Capo Tribù, Il Guerriero, Il Saggio, L’Artista, Lo Sciamano.

Gli Archetipi Guida, interagendo tra loro, determinano lo stato delle cose, il modo di essere e di funzionare individualmente, collettivamente, politicamente, nella relazione.

 

Gli Archetipi Guida in sintesi:

 

1 – Il modello degli Archetipi Guida è un tentativo di definire un sistema di “immagini assiomatiche”, di simboli archetipici, rappresentativi della complessità del Sé per come esso si è formato fin dagli albori della coscienza, dalla nascita dell’Uomo. È dunque, in primo luogo, la rappresentazione di un Sé antropologico, filogenetico, generazionale.

 

2 – Gli Archetipi Guida rappresentano 7 funzioni irrinunciabili del Sé, raffigurati simbolicamente da altrettante immagini / entità. Ognuno di loro ha in “gestione” un territorio del Sé, e ognuno di loro, secondo le circostanze, i bisogni, i contesti, i periodi della vita, prende la guida del sistema, detta in qualche modo le regole, diventa l’espressione di maggiore pertinenza funzionale rispetto agli altri Archetipi. Sono dunque, in secondo luogo, l’espressione di una geografia sistemica del Sé, della sua mappa  profonda.

 

3 – Attraverso la loro potenza evocativa, sollecitata con specifiche tecniche di dinamiche di gruppo e di relazione, gli Archetipi Guida aggirano le difese razionali dell’Io, ponendoci gradualmente in contatto con la dimensione più inconscia del Sé. Sono dunque, in terzo luogo,  l’espressione di un potente strumento di consapevolezza, per la comprensione di  Sé e della natura umana.

Chi è Jung? E’ difficile leggerlo?

Un pò di luce su di uno Jung spettacolarizzato. Qui l’articolo di Risè è duro, ma di fronte a tanto sperperare un sano “No!” va detto.
Jung è da leggere e da intuire. I libri sono molti, ma spesso è molto più nutriente leggere una sua pagina impiegando mezz’ora, che leggere tutte le sue opere in poco tempo sbandierando di essere un conoscitore di Jung. Lui, così come altri intorno a lui, aprono un’epoca ancora non arrivata all’apice, in cui il linguaggio si apre al simbolo anche nella prosa. E le descrizioni recuperano il senso da cio che non è lineare e pulito, ma da laddovè è possibile intravedere la complessità. Non è un testo di Jung o il suo linguaggio a essere complesso, bensi è lui che abbraccia la complessità. Invito i partecipanti alle serate junghiane a leggere Jung e non su Jung, o peggio qualche filmetto romanzato.

L’articolo Di Claudio Risé Da Il Giornale 16 gennaio 2003

“Da evitare.Le ultime sciocchezze su Carl Gustav Jung”

E qui, per un valido riassunto di chi è e non è Jung, ecco la video intervista a Emanuele Casale, studioso della vita e delle opere di Carl Gustav Jung