Immaginazione Attiva

L’immaginazione attiva può essere intesa in vario modo. Bisogna ricordarsi della tipologia, ovvero l’intuizione fondamentale di Jung, a mio parere più fondativa degli archetipi e la più connessa all’idea del Sè e la più utile per l’analisi ai fini individuativi. Detto questo non tutti sono tipologicamente in grado di immaginare in senso letterale. L’immaginazione ha forse ha a che fare con un cogliere l’anima della vita. Ogni cosa che accade è inscritta in un filo di senso. Iniziare a praticare l’immaginazione attiva significa inizialmente abbandonare un punto di vista causalistico a proposito della propria vita. Abbandonare il giudizio e il pensiero, quindi uscire dalle categorie di giusto e sbagliato e di vero e falso. Inizia così a schiudersi un senso di connessione di tutte le cose, e contemporaneamente esse appaiono più definite, più differenziate. Tutto diventa una fiaba e gli elementi interagiscono tra loro mentre la coscienza osserva come se leggesse una fiaba. Questo nella vita di tutti i giorni.Quando la coscienza perde questo atteggiamento, per i piu svariati motivi, è allora opportuno che ritrovi questo filo, ed uno dei metodi è meditare su un sogno o su un’emozione. Credo che sia passata come tecnica, ma non lo sia. La tecnica è infatti qualcosa di sistematizzato, ripetibile e chiuso. L’immaginazione attiva secondo la mia esperienza e intuizione delle letture fatte, non è una tecnica, e non è nemmeno una via univoca. Per me è la coscienza simbolica e la vita in cui dimensione concreta e dimensione dell’immagine convivono.”

 

Dipinto di Anne Bachelier

Dipinto di Anne Bachelier

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