Le porte nella psiche

La psiche è ricca di immagini. Ci sono immagini di animali, così come dimostrano spesso i nostri sogni. E spesso per ritrovare quell’energia e integrarla consapevolmente ed armoniosamente nella nostra vita, ricorriamo all’incontro concreto con l’animale. Così con le pietre e le piante e la musica.

Esistono molte forme di terapie alternative, quali la pet terapy, la musicoterapia, la cristallo terapia, la cromoterapia.

La medicina classica ha depurato l’incontro con la natura, con i principi delle piante. Ma da lì, principalmente, proviene.

Più l’elemento è lontano dall’umano più sembra essere potente.

Dalla chimica delle piante si è creata sia la medicina, sia il fenomeno dei “viaggi” ( concetto legato alla “droga”, alla dipendenza, o alla ricerca spirituale).

Ma, come accarezzando un animale, cosi, approcciandoci a certi elementi, si scatenano in noi energie già presenti.

Il video che qui propongo è utile per riflettere su quali tipo di esperienza attivano certi principi naturali che spesso, o affascinano, portando alla ricerca coatta di essi, o al contrario, al controllo di essi.

In particolare questo video mostra la ricerca e l’uso del principio contenuto in certi funghi allucinogeni per trasformare l’esperienza di ansia e di paura della morte in una consapevolezza maggiore della connessione di tutte le cose, e della presenza di una facoltà in noi presente, che è la visione a-razionale, che non separa, ma amplia.

L’intento di questa mia riflessione non è per incitare l’uso dei funghetti allucinogeni, nè per sconsigliarne l’uso. Ma è quello di portare l’attenzione al fatto che spesso cerchiamo fuori quel che abbiamo dentro. Questo va bene, se fatto con la consapevolezza che quel che cerchiamo fuori è solo un mezzo per aprire delle porte già presenti in noi  e che fatichiamo ad aprire. Pena: la dipendenza e l’estraniamento, o la condanna di quelle esperienze e il nutrimento di meccanismi di controllo, di denigrazione ed etichettamento.

 

Clicca qui per il video:

http://anewunderstanding.org/

 

Zaira Cestari

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