Archetipi

7 marzo 2017, Firenze. Serata junghiana: lo spirito del tempo e lo spirito del profondo.

quaternità

Per la serata del 9 aprile 2017 clicca qui

“Lo spirito del profondo mi ha tolto la ragione e tutte le mie conoscenze, per porle la servizio dell’inesplicabile e del paradossale.Mi ha privato del linguaggio e della scrittura per tutto ciò che non stava al servizio di quest’unica cosa, ossia dell’intima fusione di senso e non senso che produce il senso superiore.” C.G.Jung, Liber Novus, P. 229

“Lo spirito di questo tempo mi parlò e disse: << quale necessità ti obbliga a dire tutto ciò?>> Quella fu una brutta sensazione. Volli riflettere su quale necessità interiore o esterna mi potesse costringere a fare questo, e poichè non trovai alcuna necessità concreta, stavo per crearmene una. Ma in questo modo lo spirito di questo tempo aveva quasi ottenuto che , invece di parlare, io continuassi a riflettere sui motivi e sulle spiegazioni. Lo spirito del profondo però mi parlò e disse: << Capire una cosa è un ponte e una possibilità di tornare in carreggiata, mentre spiegare una cosa è arbitrio e a volte perfino assassinio. Hai contato quanti assassini ci sono tra i dotti?” C.G.Jung, Liber Novus,P. 230

 

Martedi ci addentreremo nei primi passi del Liber Novus, ove Jung affronta le polarità di cui ha sentito la presenza, più o meno conflittuale fin da piccino. In Ricordi Sogni e Riflessioni chiama questi due opposti personalità numero 1 e numero 2 , istanze più personali. Nel Liber Novus, affronta polarità piu tipiche rappresentate dallo spirito del tempo, che porta i valori buoni e cattivi e il senso di quel tempo, e lo spirito del profondo, che porta valori senza tempo, la relatività del senso e il sentore della propria totalità e del centro vitale.
Negli stessi anni Jung comincia a studiare e comporre Tipi Psicologici, l’opera fondamentale della sua equazione personale che vede oscillare la personalità numero 1, portatrice dello spirito del tempo e la personalità numero 2, portatrice dello spirito del profondo. Dalla numero 1 si possono vedere il mondo e le esperienze dalla propria prospettiva che la si puo difendere e si può costruire un’intera vita su di essa. Dalla numero 2 è possibile vedere la dinamica delle varie funzioni psichiche e quindi di diverse prospettive, spesso talmente opposte da essere inconciliabili. La comprensione del mondo, degli altri, di sè e delle proprie relazioni passa attraverso l’esperire e l’osservare le diverse tipologie tipiche, le diverse funzioni, mentre spiegare è adottare un punto di vista che guarda da una precisa tipologia della personalità.
 
Questo libro sebbene illustri il viaggio interiore di un individuo, ci indica però anche la presenza di due istanze archetipiche, la cui presenza è in ognuno di noi: lo spirito del tempo e lo spirito del profondo.
Martedi, presso Associazione La Rosa dell’Arte, via Ghibellina 92 Rosso ore 19.00- 20.30

Tarocchi: arte, scienza o magia ?

 

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Una giornata per conoscere un fenomeno, un libro, una tecnica terapeutica antica ma oggigiorno riscoperta come sempre attuale e contemporanea: i Tarocchi.

Nella splendida cornice di Palazzo Pretorio, percorreremo insieme un viaggio tra gli Arcani Maggiori e Minori dei Tarocchi, sullo sfondo della dinamica dell’inconscio che si muove nel giardino che chiamiamo psiche.

Ci accompagnerà in questo viaggio Marco Bame, esperto di Tarocchi e Metagenealogia e Zaira Cestari, psicologa e psicoterapeuta junghiana.

PROGRAMMA

Mattina (10.00-13.00)

– Accoglienza tra i 78 Arcani dei Tarocchi

-Introduzione ai lavori

-Esperienza

PAUSA 10 MIN

-La razionalità prigioniera di se stessa

-La funzione dell’immagine e cenni di sincronicità

-La soggettività del tempo

-La predizione del futuro: la natura dell’inconscio e i rischi per la coscienza

-La proiezione: abitudine e necessità

-Esperienza

PRANZO (13.00-15.00)

Pomeriggio (15.00-18.00)

•Storia dei Tarocchi e del restauro dei Tarocchi di Marsiglia

•Storia della scienza intuitiva

•La struttura energetica dei Tarocchi

•La struttura dinamica della Psiche

PAUSA 10 MIN

– Spazio domande

– Esperienza finale

– Conclusioni

INGRESSO LIBERO e PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

Per informazioni: marcobame@gmail.com 392 66118084
cestarizaira@gmail.com 373 7243845

Primitivo Tecnologico Cittadino

Centro studi città di Orvieto, Orvieto 9-11 settembre 2016

PROGRAMMA

VENERDÌ 9
17.00:
Accoglienza Partecipanti

17.15:
Presentazione Lavori

17.30:
Racconto di Simone Signorini/Reading di Andrea Brugnera,
“La materia del libraio”

18.00-19.30: SESSIONE I –
PRIMITIVAMENTE
Silvio Marconi, “Il primitivo fabbricato dal tecnologico”
Enrico Marcore, “Moderni neo-rurali cittadini del mondo”
Zaira Cestari, “Techne fuori, imago dentro. Corpo primitivo e corpo tecnologico”

19.30-20.00: Aperitivo/Light Dinner

20.15-22.00: Pensieri Serali
Emilio G. Berrocal, “La dinamica crisi-riscatto e la questione del pensare”
con Andrea Brugnera e Arystan Petzold

SABATO 10
9.30-11.00: SESSIONE II –
MUSICA
Pierangelo Mezzabarba e Dario Pellegrini, “Il problema dell’uso della tecnologia nella musica”
Emiliano Li Castro, “Tecniche e tecnologie degli strumenti musicali nell’Europa del I millennio a.C.”
Antonio Bergami, “Gli archetipi della musica. Excursus tra antropologia e psicoanalisi”

11.15-12.45: SESSIONE III –
PROMESSE E MINACCE DEL TECNOLOGICO
Peppe de Ninno, “Computat, ergo est. E noi?”
Christian Nardella, “Smart working, smart life”
Andrea Moneta, “Figli di un Dio migliore: Prometeo e il mito dei robot”

15.00-16.30: SESSIONE IV –
IL CITTADINO AL TEMPO DELLA FINE
Franco Raimondo Barbabella, “La cittadinanza nella modernità”
Luca Costantini, “La via necessaria della resilienza: un nuovo approccio alle catastrofi naturali”
Studenti del Liceo Ettore Majorana di Orvieto, “La carta dei migranti ambientali”

16.45-18.15: SESSIONE V –
GUERRA
Fabio Marco Fabbri, ‘Le antidemocrazie naturali nella seconda questione d’Oriente. Analisi storico-geopolitica”
Claudio Bizzarri, “Guerra e suppellettili di prestigio”
Tiziana Mari, “Polemos come relazione, il coraggio del dialogo contro la forza delle armi”

18.30-20.00: SESSIONE VI –
TEATRO
Andrea Brugnera, “Dal paesaggio interiore alla maschera sacra: percorsi e ipotesi sul primitivo”
Angelo Crotti, “Preistorie di Arlecchino”
Riccardo Cambri e Alberto Romizi, “Totem”

22.00: Improvvisazioni Serali
Match di Improvvisazione Teatrale di Impropotamo presso il “Valvola”, Piazza del Popolo 17

DOMENICA 11
10.00-11.30: SESSIONE VII –
SALUTE/ALIMENTAZIONE
Pier Luigi Leoni, “La genesi rurale della cucina italiana di città”
Marco Cristofori, “Paradigmi alimentari fra lo spazio e il tempo…perduto”
Elisa Corteggiani, “Fiducia nella scienza e buona volontà: strade che si allontanano?”

11.30-11.45: Caffe’

11.45-13.15: SESSIONE VIII –
RIANNODANDO I FILI
sessione aperta di ragionamento collettivo – la più importante dell’edizione!

13.30: Conclusione dei Lavori

Gli Archetipi Guida, seminario esperenziale.

Domenica 29 maggio 2016

Studio Yoga Sadhana, via Giunta Pisano, Pisa.

Ore 10.00-18.00 con pausa pranzo Porta Party

L’Archetipo, nella teoria psicoanalitica di Carl Gustav Jung, è una rappresentazione mentale primaria, che fa parte dell’inconscio collettivo e si manifesta in simboli presenti in tutte le culture e in ogni epoca storica.
L’archetipo è il prodotto delle esperienze primordiali dell’umanità relative agli aspetti fondamentali della vita.
Il Sé é esso stesso un Archetipo, l’archetipo dell’unità e della totalità della psiche (Anima).
La struttura, l’architettura complessa e unitaria del Sé, può essere scomposta in funzioni archetipe che possono facilitare la comprensione di sé stessi, e della relazione tra il mondo soggettivo e il mondo sociale.
“Se l’uomo affonda le proprie radici nell’inconscio collettivo e il suo corpo è il depositario di archetipi, allora attraverso riti, miti, immagini, che degli archetipi rappresentano la manifestazione sensibile, si può ricercare il senso unitario delle funzioni del corpo e della psiche e del rapporto tra queste e il macrocosmo.” (Carl Gustav Jung)
Possiamo individuare 7 archetipi funzionali a questa semplificazione: Il Cacciatore, l’Amante, il Capo Tribù, il Guerriero, il Giudice, l’Artista, lo Sciamano.
Gli Archetipi Guida, interagendo tra loro, determinano lo stato delle cose, il modo di essere e funzionare individualmente, collettivamente, politicamente, nella relazione.

 

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Gli Archetipi Guida in sintesi:
1 – Il modello degli Archetipi Guida è un tentativo di definire un sistema di “immagini assiomatiche”, di simboli archetipici, rappresentativi della complessità del Sé per come esso si è formato agli albori della coscienza, della nascita dell’Uomo. È dunque, in primo luogo, la rappresentazione di un Sé antropologico, filogenetico, generazionale.
2 – Gli Archetipi Guida rappresentano 7 funzioni irrinunciabili del Sé, raffigurati simbolicamente da altrettante immagini / entità. Ognuno di loro, secondo le circostanze, i bisogni, i contesti, i periodi della vita prende la guida del sistema, detta in qualche modo le regole, diventa l’espressione di maggiore pertinenza funzionale rispetto agli altri Archetipi. Sono dunque in secondo luogo, l’espressione di una geografia sistemica del Sé, della sua mappa profonda.
3 – Attraverso la loro potenza evocativa, sollecitata con specifiche tecniche di dinamica di gruppo e di relazione, gli Archetipi aggirano le difese dell’Io, ponendoci gradualmente in contatto con la dimensione più inconscia del Sé. Sono dunque in terzo luogo, l’espressione di un potente strumento di consapevolezza, per la comprensione di Sé e della natura umana.

Programma di lavoro
Il seminario si svolge nell’arco di una giornata (8 ore) per un numero massimo di 15 partecipanti, con il seguente programma:

Parte teorica:
– Approfondimento teorico del modello degli Archetipi Guida.
– Archetipi Guida e Mitologia personale; dall’autobiografia all’automitologia.
– Ambiti di applicazione del modello degli Archetipi Guida.
– Tecniche di lavoro con gli Archetipi Guida: Archetigramma, Archetidramma.

Lavoro esperienziale:
– Costruzione della propria mappa archetipale: l’Archetigramma.
– Esperienza di Archetidramma (o Costellazione con gli Archetipi Guida)

Costo: 50,00 euro

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Conduce:

Paolo Minerva
psicologo, psicoterapeuta, counselor, formatore
https://www.facebook.com/ArchetipiGuida
paolominerva@gmail.com
+39 – 0523.1656139 – 388.1285758
skype: paolo.minerva

Per info:
Cestari Zaira
3398041610
Per iscrizioni: mail con nome cognome e telefono a cestarizaira@gmail.com

Nella foto: divinità celtica pagana Cernunnos, presente sul Calderone di Gundestrup, il cui archetipo e simbolismo richiamano il Dio Cornuto della wicca

Serate junghiana: Percorsi junghiani di vita e di cura. Riflessioni cliniche su narcisismo e anoressia.

Mercoledi 11 maggio, ore 20.00

Teatro Lux Piazza St. Caterina 6

Presentazione con l’autore dell’ultimo volume di Mario Mengheri: “Percorsi junghiani di vita e di cura. Riflessioni cliniche su narcisismo e anoressia.” Introduzione di Maria Cristina Barducci. Post fazione di Camilla Albini Bravo e Pier Claudio Devescovi. Milano: Franco Angeli, 2016

Clicca qui per la prima di copertina:

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Andare ad orecchio per un analista diventa così la possibilità di cogliere, nel rumore caotico delle parole, o nel silenzio assordante o nello stridio delle incongruenze o nel canto delle sirene, le sonorità dello spartito emotivo sottostante per riuscire a intonarsi con il mondo privato (cit. dal volume p. 133)

Clicca qui per la quarta di copertina:

1250.269 quarta(1)

Dai Tipi agli Arche-tipi

Serata junghiana del 20 aprile 2016

Teatro Lux, Piazza S. Caterina 6, Pisa

ore 20.30-22.30

entrata libera

Dai Tipi agli Arche-tipi

” Se lei è se stessa può contattare la sua vita interiore, quando non è se stessa i suoi sintomi non le danno pace. I suoi sintomi la avvertono che sta rinunciando a vivere”

Maria Claudia Loreti, 16 aprile 2016, Livorno, seminario “Il gioco della sabbia”, presso “I Teatri dell’Anima”.

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In questi mesi ci siamo addentrati nelle dinamiche psichiche ove tipici movimenti e tipiche forme invisibili si creano. Invisibili ma proprio per questo molto presenti ed influenti.

Osservare e pensare di forme e di tipi non serve per creare criteri di patologia o per controllare l’energia emotiva che un essere umano in contatto con un altro crea, ma al fine di osservare le rotaie entro le quali ci muoviamo al fine di percorrerle con più consapevolezza e per poter aver maggiori gradi di libertà sul ritmo e l’andatura.

Prima di addentrarci sul nodo centrale della psicologia complessa , che è la funzione trascendente (quella necessità pischica d trasformarsi, che avviene mediante il conflitto nterno, dal quale nasce una nuova coscienza), assisteremo alla prima volta in cui la serata junghiana accoglie un ospite, il Dott. Paolo Minerva*, che ci parlerà e ci condurra nell’esperienza degli archetipi, che sono tipiche forme entro le quali i tipi psicologici si esprimono in concomitanza con vari eventi e fasi della vita.

Buona lettura, Zaira.

*
Paolo Minerva è psicologo, psicoterapeuta e formatore.

Ha sviluppato la sua formazione negli ambiti della Psicosociologia, della Gestalt Therapy, della PNL, dell’ipnosi ericksoniana, della psicanalisi junghiana. Ha ricoperto per molti anni incarichi di responsabilità nella gestione di servizi socio-sanitari. Si occupa di formazione aziendale, crescita personale, analisi delle organizzazioni, ricerca psicosociale, psicoterapia, marketing e comunicazione. Ha elaborato e coordinato diversi progetti in ambito europeo attraverso l’associazione culturale ARTNAT di cui è presidente, sull’utilizzo dell’arte come qualificatore della vita sociale.

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Paolo Minerva
psicologo, psicoterapeuta, counselor, formatore

https://www.facebook.com/ArchetipiGuida
paolominerva@gmail.com
+39 – 0523.1656139 – 388.1285758

skype: paolo.minerva

Gli Archetipi Guida

 

L’Archetipo, nel pensiero di Carl Gustav Jung, è una rappresentazione immaginifica primaria, che fa parte dell’inconscio collettivo e si manifesta in simboli presenti in tutte le culture e in ogni epoca storica.

L’archetipo è il prodotto delle esperienze primordiali dell’umanità relative agli aspetti fondamentali della vita.

Il Sé è esso stesso un archetipo, l’archetipo dell’unità e della totalità della psiche (Anima).

La struttura, l’architettura complessa e unitaria del Sé, può essere scomposta in funzioni archetipe che possono facilitare la comprensione di se stessi, e della relazione tra il mondo soggettivo e il mondo sociale.

“Se l’uomo affonda le proprie radici nell’inconscio collettivo e il suo corpo è il depositario di archetipi, allora attraverso riti, miti, immagini, che degli archetipi rappresentano la manifestazione sensibile, si può ricercare il senso unitario delle funzioni del corpo e della psiche e del rapporto tra queste e il macrocosmo.” (Carl Gustav Jung).

Possiamo individuare 7 Archetipi funzionali a questa “semplificazione”: Il Cacciatore, L’Amante, Il Capo Tribù, Il Guerriero, Il Saggio, L’Artista, Lo Sciamano.

Gli Archetipi Guida, interagendo tra loro, determinano lo stato delle cose, il modo di essere e di funzionare individualmente, collettivamente, politicamente, nella relazione.

 

Gli Archetipi Guida in sintesi:

 

1 – Il modello degli Archetipi Guida è un tentativo di definire un sistema di “immagini assiomatiche”, di simboli archetipici, rappresentativi della complessità del Sé per come esso si è formato fin dagli albori della coscienza, dalla nascita dell’Uomo. È dunque, in primo luogo, la rappresentazione di un Sé antropologico, filogenetico, generazionale.

 

2 – Gli Archetipi Guida rappresentano 7 funzioni irrinunciabili del Sé, raffigurati simbolicamente da altrettante immagini / entità. Ognuno di loro ha in “gestione” un territorio del Sé, e ognuno di loro, secondo le circostanze, i bisogni, i contesti, i periodi della vita, prende la guida del sistema, detta in qualche modo le regole, diventa l’espressione di maggiore pertinenza funzionale rispetto agli altri Archetipi. Sono dunque, in secondo luogo, l’espressione di una geografia sistemica del Sé, della sua mappa  profonda.

 

3 – Attraverso la loro potenza evocativa, sollecitata con specifiche tecniche di dinamiche di gruppo e di relazione, gli Archetipi Guida aggirano le difese razionali dell’Io, ponendoci gradualmente in contatto con la dimensione più inconscia del Sé. Sono dunque, in terzo luogo,  l’espressione di un potente strumento di consapevolezza, per la comprensione di  Sé e della natura umana.