cambiamento

Poesia estemporanea di Giuseppe Belcore. Senza titolo

 

Red Sky

Red Sky

Il rosso è il colore migliore per

raccontare di un cambiamento

e navigare è la cosa migliore

che si possa fare per conoscere

ma parlare è la cosa più sublime

ci possa essere per testimoniare

chi io sono.

Sono di fronte a me stesso

ma non mi conosco abbastanza

da salvarmi

 

Pisa, 13/06/2016

Giuseppe Belcore

 

Per leggere altre poesia dell’autore: Amore Ovunque

Gli Archetipi Guida, seminario esperenziale.

Domenica 29 maggio 2016

Studio Yoga Sadhana, via Giunta Pisano, Pisa.

Ore 10.00-18.00 con pausa pranzo Porta Party

L’Archetipo, nella teoria psicoanalitica di Carl Gustav Jung, è una rappresentazione mentale primaria, che fa parte dell’inconscio collettivo e si manifesta in simboli presenti in tutte le culture e in ogni epoca storica.
L’archetipo è il prodotto delle esperienze primordiali dell’umanità relative agli aspetti fondamentali della vita.
Il Sé é esso stesso un Archetipo, l’archetipo dell’unità e della totalità della psiche (Anima).
La struttura, l’architettura complessa e unitaria del Sé, può essere scomposta in funzioni archetipe che possono facilitare la comprensione di sé stessi, e della relazione tra il mondo soggettivo e il mondo sociale.
“Se l’uomo affonda le proprie radici nell’inconscio collettivo e il suo corpo è il depositario di archetipi, allora attraverso riti, miti, immagini, che degli archetipi rappresentano la manifestazione sensibile, si può ricercare il senso unitario delle funzioni del corpo e della psiche e del rapporto tra queste e il macrocosmo.” (Carl Gustav Jung)
Possiamo individuare 7 archetipi funzionali a questa semplificazione: Il Cacciatore, l’Amante, il Capo Tribù, il Guerriero, il Giudice, l’Artista, lo Sciamano.
Gli Archetipi Guida, interagendo tra loro, determinano lo stato delle cose, il modo di essere e funzionare individualmente, collettivamente, politicamente, nella relazione.

 

Gundestrupkedlen-_00054_(cropped)
Gli Archetipi Guida in sintesi:
1 – Il modello degli Archetipi Guida è un tentativo di definire un sistema di “immagini assiomatiche”, di simboli archetipici, rappresentativi della complessità del Sé per come esso si è formato agli albori della coscienza, della nascita dell’Uomo. È dunque, in primo luogo, la rappresentazione di un Sé antropologico, filogenetico, generazionale.
2 – Gli Archetipi Guida rappresentano 7 funzioni irrinunciabili del Sé, raffigurati simbolicamente da altrettante immagini / entità. Ognuno di loro, secondo le circostanze, i bisogni, i contesti, i periodi della vita prende la guida del sistema, detta in qualche modo le regole, diventa l’espressione di maggiore pertinenza funzionale rispetto agli altri Archetipi. Sono dunque in secondo luogo, l’espressione di una geografia sistemica del Sé, della sua mappa profonda.
3 – Attraverso la loro potenza evocativa, sollecitata con specifiche tecniche di dinamica di gruppo e di relazione, gli Archetipi aggirano le difese dell’Io, ponendoci gradualmente in contatto con la dimensione più inconscia del Sé. Sono dunque in terzo luogo, l’espressione di un potente strumento di consapevolezza, per la comprensione di Sé e della natura umana.

Programma di lavoro
Il seminario si svolge nell’arco di una giornata (8 ore) per un numero massimo di 15 partecipanti, con il seguente programma:

Parte teorica:
– Approfondimento teorico del modello degli Archetipi Guida.
– Archetipi Guida e Mitologia personale; dall’autobiografia all’automitologia.
– Ambiti di applicazione del modello degli Archetipi Guida.
– Tecniche di lavoro con gli Archetipi Guida: Archetigramma, Archetidramma.

Lavoro esperienziale:
– Costruzione della propria mappa archetipale: l’Archetigramma.
– Esperienza di Archetidramma (o Costellazione con gli Archetipi Guida)

Costo: 50,00 euro

————————–————————–——-
Conduce:

Paolo Minerva
psicologo, psicoterapeuta, counselor, formatore
https://www.facebook.com/ArchetipiGuida
paolominerva@gmail.com
+39 – 0523.1656139 – 388.1285758
skype: paolo.minerva

Per info:
Cestari Zaira
3398041610
Per iscrizioni: mail con nome cognome e telefono a cestarizaira@gmail.com

Nella foto: divinità celtica pagana Cernunnos, presente sul Calderone di Gundestrup, il cui archetipo e simbolismo richiamano il Dio Cornuto della wicca

2016, un augurio di unione.

Scienza razionale occidentale e scienza intuitiva orientale, entrambe cercano di raggiungere l’origine e la fine di tutte le cose
da una parte la liberazione dalla materia e dall’incarnazione, e dall’altra la conoscenza della materia e il suo controllo.
In questo pare esserci una tensione alla morte. Certa  saggezza orientale è da una parte distacco dalla vita e certa scienza occidentale è riduzione della vita a meccanismi di controllo.
Il vecchio saggio è uomo. La vita è ricerca della morte.
La grande madre è donna. La morte è ricerca della vita.
Esiste anche una saggezza e una scienza che è donna.
Che fa delle morti quotidiane un’ ispirazione alla vita.
Mysterium Coniuctionis
Si potrebbe dedicare il nuovo anno all’emersione di questa seconda via, poichè della prima via siamo intrisi.
Ma c’è gia stata una lontana epoca antica in cui vigeva la prima via.
E allora la cosa difficile, che dedico a questo nuovo anno, è lo stare tra la prima e la seconda via.
Non c’è solo da cercare un oriente maschile. C’è anche un oriente femminile. Ma anche un occidente femminile.
Potrei fare, con studio e ricerca, un amplificazione culturale ed intellettuale di queste frasi che emergono come zampilli.
Ma vorrei lasciarle ed esprimerle nella forma in cui sono nate. Che è immagine e vita. Nate da morte e rinnovamento.
Non sono nate da esercizi intellettuali, anche se qualcosa nei miei 33 anni ho studiato. Ma sono principalmente immagini che si uniscono a pensieri, sentimenti e sensazioni nutrite nella vita empirica.
Il mio augurio per questo 2016 è dunque la trasformazione della tensione in unione.
Ringrazio sempre Jung e le anime che in lui e attorno a lui hanno vissuto e vivono contribuendo a nutrire l’immagine ispiratrice che chiamiamo Jung, per aver aperto la via per il mysterium coniuctionis, l’unione di parti in conflitto. Di quel conflitto che ci portiamo dentro. Sempre, anche quando lo vediamo fuori per il troppo peso che dentro ci crea.
  English Version

Rational science and Western science Eastern intuitive, both seek to achieve the origin and end of all things on the one hand, the release of matter and incarnation, and other knowledge of the subject and its control. This seems to be a tension death. Eastern wisdom is certain detachment from life on the one hand and certain Western science is the reduction of life to control mechanisms.

The old wise man is.Life is seeking death.

The great mother is a woman. Death is the pursuit of life.

There is also a wisdom and a science that is woman. What does the daily deaths a ‘inspiration to life.

 You could spend the New Year to the emergence of this second way, because the first way we are soaked. But there was already a distant ancient times when there was the first street.

So the difficult thing, which I dedicate to this new year, it is to be among the first and the second path.

There is not only to look for a male East. There is also an oriental female. But also a Western female.

I could do with study and research, a cultural and intellectual amplification of these phrases that emerge as jets. But I would leave them and express them in the form in which they were born. What is the image and life. Born of death and renewal. I did not spring from intellectual exercises, although something in my 33 years I have studied. But they are mainly images that come together in thoughts, feelings and sensations fed in empirical life.

My wish for this 2016 is thus the transformation of the tension in union.

I always thank Jung and souls in him and around him have sought and helping to feed the image that we call inspiration Jung, for opening the way for the mysterium coniuctionis, the union of the conflicting parties. Of that conflict that we carry inside. Still, even when we see him out for too much weight in that it creates us.

La psicoterapia del profondo: l’incontro con l’Altro, con il Diverso.

La realtà non è solo ciò che io penso, sento, intuisco, percepisco, ma anche ciò che mi si palesa davanti in modo inaspettato e che può indispormi.  Z.C.

psicoterapia-profondo-Anne-Bachelier

L’immagine: Featured Artist: Anne Bachelier – Luscious art, warm earth tones and dramatic spiritual suggestion.

Lavoro come psicoterapeuta ad indirizzo analitico junghiano, approccio che non è stato una scelta a scopi professionali, ma si è presentato come rappresentazione del mio mito personale, del senso dei miei disagi, problemi, gioie e delle motivazioni piu intense e tenaci. La visione che questa psicologia mi permette, è lo strumento principale di lavoro e di approccio alla vita, a ciò che mi accade nel quotidiano e nelle esperienze piu intense. Tuttavia la sfida e forse lo scopo di questo modus vivendi è quello di interagire con il diverso, con altri miti, altre motivazioni, altre aspirazioni, anche quindi con il mai immaginato e con cio che posso pensare come non utile per la propria crescita.

La richiesta che spesso mi viene posta nel lavoro di divulgazione della suddetta psicologia, ma anche nel quotidiano e nelle relazioni affettive, è quella di saggi consigli, mista però al timore, legittimo (e poi vedremo perchè) che io possa “psicanalizzare” nel corso di una chiaccherata.

La richiesta di cui sopra giunge per un sentimento umano che da valore alla crecita, al superamento di se stessi e all’aspirazione ad un ideale. In quest’ottica la richiesta appare allora legittima, in quanto la piscoterapia del profondo è la strada per giungere al centro di se stessi, da dove è possibile scorgere gli anfratti più oscuri della propria psiche, da dove è possibile intuire l’opposto della propia posizione cosciente, anche se non contemporaneamente e da dove le risorse per gestire gli eventi della vita esteriore e i turbamenti dell’anima sono raggiungibili nel modo più semplice possibile.

Dalla psicologia junghiana, oltre che dalla vita, apprendiamo che ogni cosa ha il suo opposto, e che il problema del male non si può evitare in questa strada. Anche questa stessa strada ha un suo opposto e anche essa, sebbene voglia ergersi al di sopra del bene e del male, getta un’immancabile ombra.

Da queste riflessioni emerge, nel percorso terapeutico, la necessità di considerare che anche l’individuazione junghiana è un mito. E allora, si può percorre la strada sapendo che il cammino non è mai finito. Nulla di cio che accade non ha un seguito.E nulla non ha il suo diverso. Ecco forse la difficoltà sta nell’accettare questo. Come se dovesse sempre esserci qualcosa di meglio, e scoprire che non è cosi, porta il conflitto inconscio ad una tragedia conscia.

Quando si scopre di non poter far altro che fare piccoli passi, diventa possibile percorerre la strada con impegno e serietà, mantenendo una visione ironica, e un energia giocosa.

La consapevolezza è importante, ma la differenza di consapevolezza tra gli esseri umani e tra un proprio prima e un proprio dopo è minuscola. Importantissima ma minuscola.

Tra la ricerca di una formula magica e il pregiudizio che la psicologia non serva a nulla, esiste qualcosa che rende entrambi gli enunciati veri ma limitati: il cambiamento è possibile, ma sarà visibile solo all’interno di aspettative umane. Nessun miracolo è prevedibile. Non impossibile ma questo come diceva Jung, dipende dal Deo concedente. La psicoterapia non può seguire le leggi scientifiche di previdibilità e replicabilità, poichè i fattori in gioco sono troppo complessi per essere estrapolati dal tutto che costituisce la relazione terapeutica. Eppure ci sono certi cambiamenti prevedibili che rendono poi a loro volta piu proabili successivi passi, come ad esempio l’iniziare a prestare attenzione ai propri sogni, aumenta l’accessibilità del sognatore ai propri sogni notturni e al proprio inconscio e

“sentirsi vivi non è solo un fatto fisico, è un fatto psichico. Siamo vivi quando ci snetiamo vivi. Ciò che ci fa sentire vivi è il contatto con la psiche inconscia, per questa ragione i sogni sono così importanti” (M.L.Von Franz, Il mondo dei sogni).

Comprendere prima e accettare poi sia la libertà ma anche la limitatezza del proprio cammino, ci pone in una dimensione in cui la coscienza è umanizzata. E l’essere umano è quello che può compiere sia il bene che il male. Il male esiste e non è solo assenza di bene. E’ una dimensione esistente al pari del bene. Non è la sola volontà che decide quale strada intraperendere, ed essere schiavi di un giudizio che condanna il male, non cancella il male.

Vadiamo questo punto con le parole di Jung:

“ (…)noi non abbiamo immaginazione del male, ma il male ci ha in suo potere. Alcuni si rifiutano di saperlo e altri invece si identificano con lui. Questa è la situaizione psicologica del mondo odierno: gli uni si chiamano cristiani e immaginano di calpestare il cosiddetto male soltanto volendolo; gli altri ne sono divenuti preda e non vedono più il bene. Il male oggi è divenuto una visibile grande potezna: metà dell’umanità si sostiene sulla base di una dottrina costruita dal raziocinio umano. Ma sono importanti proprio perche sono piccoli. Vedere il piccolo passo come importantissimo e tuttavia vedere che è solo un piccolissimo passo, ma bellissimo, comporta allo stesso tempo una liberazione da pesi assai opprimenti e un ridimensionamento dell’ego.”

C.G.Jung, Ricordi Sogni e Riflessioni

Sulla stessa linea di quanto affermato precedentemente in questo articolo, la psicoterapia del profondo non mira ad un idealità, come a prima vista, il linguaggio simbolico porterebbe a pensare, e quindi non mira alla guarigione, alla completezza come perfezione, alla completezza come bene assoluto, ma la direzione, ribadisco è quella verso il centro, da dove è possibile osservare meglio ciò che è nostro, con o senza l’accordo della volontà cosciente. La meta, che mai è raggiunta, per la natura dinamica della psiche, è quella di una coscienza il più ampia possibile e di una coscienza che rimane aperta proprio perchè vede che c’è qualcosa anche oltre a ciò che può vedere.

“O uomo, se sai quello che fai sei benedetto; ma se non lo sai sei maledetto e sei un trasgressore della legge”Vangelo aprocrifo (Codex Bazae ad Lucam)

“Faccio proprio quel male che non vorrei” S. Paolo

In questo fiume del percorso di vita e del percorso analitico, un primo importante obbiettivo dell’analisi psicologica può essere quello di iniziare a camminare sapendo che c’è sopratutto all’inizio, una forte e violenta forza di gravità che invita suadente alla regressione e quello, allo stesso tempo, di accettare che c’è tanto da fare, talmente tanto che i piccoli passi sono importantissimi

“Questo nucleo è costituito all’inconscio e dai suoi contenuti, sul quale non possiamo pronunciare alcun giudizio definitivo. Ne abbiamo necessariamente idee inadeguate, poiché siamo nell’impossibilità di comprenderne l’essenza con un atto conoscitivo, e di stabilirne i limiti razionali”

e ancora:

“La scienza si serve del termine “inconscio” e con questo ammette di non saperne niente, poiché non può conoscere nulla della sostanza dell’anima, in quanto l’anima è appunto l’unico suo mezzo di conoscenza”

(C,G.Jung, Ricordi, Sogni e Riflessioni)

E non c’è infatti una direzione giusta. L’esigenza di qualcosa di assolutamente giusto, emerge in una dimensione di ricerca di sicurezza. La sicurezza è un bisogno primario, biologico, ma su un piano psichico rappresenta la regressione. Mentre il cammino nell’oscurità, l’assunzione di un rischio che però racchiude energia psichica vitale, rappresenta un’evoluzione psicologica, e come dice E. Harding

“Evidentemente è una legge di vita che ogni essere vivente non debba ristagnarsi ma evolversi.”

La psicoterapia del profondo si svolge nella tensione tra conquista biologica (che ci da sicurezza) e conquista psicologica (che viene dal rischiare). In quest’ottica, non ci sarà mai la strada perfetta, come nemmeno una donna, un uomo, un figlio, un genitore, un amico, e cosi via, perfetto. Ci sarà un strada che ci piace e che si imparerà ad amare dopo gioie e sofferenze, dopo noie, dubbi e piaceri. Così come succede nelle relazioni.

Se qualcosa piace già è un buon segno. La ricerca di perfezione non è amore. Quando nasce amore e accettazione per la propria umanità, ci sarà la possibiità di amare anche l’Altro, lo Sconosciuto, il Diverso.

“La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell’universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e piu soggettivi recessi dell’anima.” (C.G.Jung)

Amare il dolore e la sofferenza di se e degli altri è qualcosa che emerge in sincronia con la possibilità di rinuncia alla perfezione e quando la paura della contaminazione cessa. La psicoterapia del profondo conduce laddove è possibile lasciare emergere il caos a fianco della volontà che con calma e amore mette un po di ordine in quello stesso caos, senza urgenza o frenesia.

Zaira Cestari.

 

 

Creative Commons License